Sito di Interesse Nazionale, Balangero e Corio (TO), Piemonte, Italia
Balangero (ex Amiantifera)
La più grande miniera di crisotilo dell'Europa occidentale, a 30 km da Torino. Ha lasciato una cava a gradoni, enormi discariche di sterile ricco di fibre sui versanti di Balangero e Corio e stabilimenti in cemento-amianto da demolire.
In breve
- Stato
- Bonifica in corso
- Superficie
- 314 ha a terra1
- Attività
- 1917–1990
- Persone coinvolte
- 6322 (2019)2
- Matrici
- suolo, aria, acque superficiali
- Tipo di sito
- miniera, amianto
- Superficie. 314 ha secondo ISPRA (perimetro del D.M. 10 gennaio 2000); la scheda regionale del 2019 indica un'area montuosa di circa 400 ha più un complesso industriale di circa 4 ha.
- Persone coinvolte. Residenti dei comuni di Balangero e Corio, censimento 2019 (SENTIERI, Sesto Rapporto).
Contaminanti
Fibre
Stato
Bonifica in corso
Suolo caratterizzato per il 100% dell'area, progetto di messa in sicurezza o bonifica approvato per il 21%, nessun procedimento concluso; falda caratterizzata al 100%, senza progetti approvati (ISPRA, giugno 2024; le attività riguardano soprattutto la messa in sicurezza dell'amianto). Al 2019 erano in corso progettazione ed esecuzione della bonifica degli ex stabilimenti (Regione Piemonte).
Storia
L'amianto di serpentino è stato estratto sullo spartiacque tra Balangero e Corio a partire dagli anni attorno al 1920, prima con la tecnica del «glory hole» e poi a gradoni. Negli anni Settanta la miniera produceva in media 130–160 mila tonnellate di amianto l'anno, vendute per oltre il 60% all'estero; riforniva anche lo stabilimento Eternit di Casale Monferrato. Lo studio epidemiologico sui minatori indica la miniera attiva dal 1917 al 1985; la Società Amiantifera di Balangero fallì nel 1990, poco prima della legge 257/1992 che ha vietato l'amianto in Italia.
Sono rimasti accumuli di sterile soggetti a frane ed erosione, con rischio di dispersione di fibre. Sul lato di Corio i detriti formano un unico ammasso lungo circa 1 km, con 500 m di dislivello e pendenze attorno a 35°. Amianto è presente anche nelle coperture, nei macchinari degli stabilimenti e nei fanghi dei bacini di decantazione. Nel 2016 uno studio ha misurato circa 200.000 fibre per litro nel corso d'acqua usato per irrigare un campo vicino alla miniera.
I lavori sono affidati a R.S.A. S.r.l., società pubblica. La prima fase, fino ai primi anni 2000, ha messo in sicurezza versanti, corsi d'acqua e discariche in movimento. Dopo l'Accordo di programma del 2007 è iniziata la seconda fase: regimazione delle acque e stabilizzazione dello sterile sul lato di Balangero, riprofilatura a gradoni della parte alta della discarica di Corio per poterla rimboschire, un rilevato di contenimento al piede. Un laboratorio in sito analizza ogni giorno le fibre aerodisperse nei cantieri e nei centri abitati vicini.
Cronologia
- 1917Inizio dell'attività della miniera secondo lo studio di coorte sui minatori.
- 1990Fallisce la Società Amiantifera di Balangero; l'estrazione cessa.
- 1998La legge 426 inserisce Balangero tra i siti di bonifica di interesse nazionale.
- 200010 gennaio: decreto di perimetrazione del SIN.
- 2003Campionamento dei funghi del substrato serpentinitico della miniera (Università di Torino).
- 200718 dicembre: Accordo di programma per bonifica e ripristino ambientale; inizia la seconda fase dei lavori.
- 2019Pubblicato lo studio di mortalità e incidenza di mesotelioma tra i minatori.
Salute
Nella coorte di 974 lavoratori della miniera (follow-up al 2013) la mortalità era in eccesso per tutte le cause (SMR 1,28; IC 95% 1,17–1,40), per tumore della pleura (SMR 4,30; 1,58–9,37) e per asbestosi (SMR 375; 263–519), con relazione dose-risposta (Ferrante et al. 2019). La sorveglianza nazionale della mortalità per mesotelioma 2010–2019 colloca la miniera di Balangero tra le aree a maggior rischio (Fazzo et al. 2023). SENTIERI, Sesto Rapporto (2023; mortalità 2013–2017, ricoveri 2014–2018; comuni di Balangero e Corio, 6.322 abitanti al censimento 2019): tra gli uomini sono in eccesso i decessi per asbestosi e i ricoveri per tumore maligno della pleura; la mortalità per tutte le cause è in eccesso in entrambi i generi, con stima incerta negli uomini.
Bonifica
- 2000stabilizzazione dei versantiPrima fase (fino ai primi anni 2000): messa in sicurezza idrogeologica di versanti, corsi d'acqua e discariche lapidee in movimento; presidio di monitoraggio delle fibre aerodisperse.
- 2007rimodellamento e rivegetazioneSeconda fase, dopo l'Accordo del 2007: regimazione delle acque e stabilizzazione dello sterile sul versante di Balangero; riprofilatura a gradoni della sommità della discarica di Corio per la rivegetazione boschiva; rilevato di contenimento al piede.
- 2019demolizioneIn corso (2019) progettazione ed esecuzione della bonifica degli ex stabilimenti: demolizione di strutture con coperture e tamponamenti in cemento-amianto e rimozione degli impianti.
Piante e funghi in questo sito
FitorimedioPieno campo, 2006–2008
Thymus humifusus, Thymus pulegioides, Thymus alpestris, Minuartia laricifolia
Università di Torino. Nella miniera si è misurata la dispersione di fibre da parcelle vegetate e nude, coperte con una camera in plexiglas e ventilate per simulare il vento. Sono state poi provate specie autoctone tolleranti il serpentino, raccolte sul posto: prove di germinazione e trapianto di 53 individui di Thymus, nel novembre 2006, su un gradone nudo, senza irrigazione né ammendanti. È fitostabilizzazione: le piante trattengono il substrato, non eliminano le fibre.
Esito Con una copertura vegetale del 15–40% la dispersione di fibre in aria si è circa dimezzata. Il 96% dei Thymus trapiantati è sopravvissuto e nel 2008 erano presenti nuove plantule.
MicorimedioLaboratorio, con suolo del sito, 2003–2009
Verticillium leptobactrum, Paecilomyces lilacinus, Aspergillus fumigatus, Fusarium oxysporum
Università di Torino. Da rocce e detriti serpentinitici di due miniere di crisotilo dismesse delle Alpi occidentali, tra cui Balangero (campionata nel 2003), sono stati isolati funghi del suolo. In laboratorio le specie dominanti estraggono ferro, magnesio e silicio dalle fibre di crisotilo, anche tramite siderofori; la rimozione del ferro è associata a una minore capacità delle fibre di danneggiare il DNA. Gli autori la propongono come possibile via di biorisanamento dei suoli ricchi di amianto; non risultano prove in campo.
Esito Verticillium leptobactrum, che nel 2003 era il 27% degli isolati di Balangero, è risultato il più efficiente; un Verticillium sp. ha estratto il 33,6% del ferro da un crisotilo delle Alpi occidentali. In un secondo campionamento, dopo i lavori di ripristino ambientale, la specie non era più rilevabile a Balangero.
- Daghino S. et al. Bioweathering of chrysotile by fungi isolated in ophiolitic sites. FEMS Microbiology Letters 285:242–249, 2008
- Daghino S. et al. Weathering of chrysotile asbestos by the serpentine rock-inhabiting fungus Verticillium leptobactrum. FEMS Microbiology Ecology 69:132–141, 2009
- Daghino S. et al. Soil fungi reduce the iron content and the DNA damaging effects of asbestos fibers. Environmental Science & Technology, 2006
- Daghino S. et al. Fungal diversity is not determined by mineral and chemical differences in serpentine substrates. PLoS ONE 7(9):e44233, 2012
Nei dintorni
Fonti
- SENTIERI. Sesto Rapporto, Epidemiologia & Prevenzione 47(1-2) Suppl 1: risultati Nord-Ovest (scheda Balangero), Istituto Superiore di Sanità / Epidemiologia & Prevenzione, 2023
- Siti contaminati di interesse nazionale (indicatore, dati a giugno 2024), ISPRA, 2024
- Riferimenti normativi per i SIN (aggiornamento 31 dicembre 2025), ISPRA, 2025
- Sito di interesse nazionale ex miniera di amianto di Balangero e Corio (scheda aggiornata al febbraio 2019), Regione Piemonte, 2019
- Ferrante D. et al. Mortality and mesothelioma incidence among chrysotile asbestos miners in Balangero, Italy: a cohort study. American Journal of Industrial Medicine 63(2):135–145, Wiley, 2019
- Fazzo L. et al. The Epidemiological Surveillance of Mesothelioma Mortality in Italy as a Tool for the Prevention of Asbestos Exposure. International Journal of Environmental Research and Public Health 20(11):5957, MDPI, 2023
- Turci F. et al. Assessment of asbestos exposure during a simulated agricultural activity in the proximity of the former asbestos mine of Balangero, Italy. Journal of Hazardous Materials, Elsevier, 2016
- Magnani C. et al. The Italian Experience in the Development of Mesothelioma Registries. International Journal of Environmental Research and Public Health 20(2):936, MDPI, 2023
- Amiantifera di Balangero (coordinate), OpenStreetMap Nominatim, 2026
Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.