Caso noto, Arlit / Akokan, Agadez, Niger

Miniere di uranio di Arlit e Akokan

Due miniere di uranio nel Sahara nigerino, una a cielo aperto dal 1971 e una sotterranea dal 1978 al 2021, attorno alle quali sono cresciute le città di Arlit e Akokan. Per decenni hanno fornito una parte importante dell'uranio francese; i residui di lavorazione sono stoccati all'aperto vicino agli abitati.

In breve

Attività
dal 1971
Persone coinvolte
112.432 (2012)1
Matrici
suolo, acque sotterranee, aria
Tipo di sito
miniera, nucleare
  1. Persone coinvolte. Popolazione di Arlit al censimento del 2012 (Wikipedia); non è una stima delle persone esposte.

Contaminanti

Stato

Bonifica in corso

La miniera sotterranea COMINAK di Akouta ha chiuso il 31 marzo 2021; il ripristino del sito è previsto in almeno dieci anni, seguiti da almeno cinque di monitoraggio. La miniera a cielo aperto SOMAÏR di Arlit è passata sotto il controllo delle autorità nigerine nel dicembre 2024 ed è stata nazionalizzata nel giugno 2025 (WISE Uranium Project, letto nel 2026).

Storia

SOMAÏR cominciò a scavare a cielo aperto ad Arlit nel 1971. COMINAK, costituita nel 1974 da un consorzio guidato dalla francese Cogema (poi Areva, oggi Orano), avviò nel 1978 la miniera sotterranea di Akouta, con oltre 250 km di gallerie fino a 250 m di profondità, che fino alla chiusura ha prodotto circa 61.500 tonnellate di uranio. Negli anni Ottanta l'uranio valeva il 90% delle esportazioni del Niger. Arlit, nata con la miniera, contava 112.432 abitanti al censimento del 2012.

I controlli indipendenti sono arrivati tardi. Nel 2005 il laboratorio francese CRIIRAD trovò nell'acqua potabile attività alfa e beta totali superiori ai riferimenti dell'OMS e giudicò insufficienti i criteri con cui i rottami metallici uscivano dai siti; stimò che l'inalazione di polveri e radon potesse superare 1 mSv l'anno. Nel 2009–2010 Greenpeace misurò livelli di radiazione giudicati pericolosi in alcune strade di Akokan. Tra il 2012 e il 2013 circa 1.600 tonnellate di rottami lasciarono i due siti e alcuni lotti risultarono radioattivi. L'11 dicembre 2010 il cedimento di un bacino di SOMAÏR riversò 200 m³ di liquidi contenenti uranio su 2 ettari.

COMINAK ha chiuso nel 2021 per esaurimento del giacimento; il piano di ripristino è finanziato in parte da un fondo costituito dalla società e dai soci. A SOMAÏR Orano ha sospeso le attività nell'ottobre 2024 e ha poi perso il controllo dell'impresa.

Cronologia

  1. 1971Avvio della miniera a cielo aperto SOMAÏR ad Arlit.
  2. 1978Entra in produzione la miniera sotterranea COMINAK di Akouta.
  3. 2005Rapporto CRIIRAD su acqua potabile, rottami e polveri.
  4. 2010Greenpeace segnala radioattività elevata nelle strade di Akokan. 11 dicembre: sversamento di 200 m³ da un bacino di SOMAÏR.
  5. 202131 marzo: chiusura definitiva di COMINAK.
  6. 2025Giugno: il Niger nazionalizza SOMAÏR.

Bonifica

  1. 2021chiusura della miniera e recupero del sitoRipristino del sito COMINAK dopo la chiusura: almeno dieci anni di lavori e almeno cinque di monitoraggio ambientale.

Dalla letteratura

Specie che in almeno uno studio hanno agito su uno dei contaminanti di questo sito. L'elenco è automatico e non tiene conto del suolo, delle concentrazioni o del clima del sito.

Piante

Funghi

Fonti

  1. Issues at Operating Uranium Mines and Mills – Niger, WISE Uranium Project, 2025
  2. COMINAK, Wikipedia, 2026
  3. Arlit, Wikipedia, 2026

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.