Fungo, muffa
Cladosporium sphaerospermum
Muffa melanizzata. È tra i funghi scuri legati alla centrale di Chernobyl, dove sono stati isolati circa 2000 ceppi di 200 specie, e in laboratorio cresce meglio sotto radiazioni ionizzanti quando i nutrienti scarseggiano. Un altro ceppo, isolato dal suolo di un'officina del gas, degrada gli IPA in suolo non sterile.

Come agisce
- Meccanismi
- micodegradazione
- Enzimi
- laccase
Contaminanti
| Contaminante | Evidenza | Che cosa è stato mostrato |
|---|---|---|
| Radionuclidi (vari) | laboratorio | Non è un dato di rimozione. La radiazione ionizzante modifica le proprietà elettroniche della melanina (capacità di ridurre il NADH aumentata di 4 volte) e aumenta la crescita di C. sphaerospermum melanizzato in carenza di nutrienti; cellule melanizzate di Wangiella dermatitidis e Cryptococcus neoformans esposte a circa 500 volte il fondo naturale crescono più in fretta. Le ife di funghi isolati a Chernobyl crescono verso sorgenti beta e gamma, e molti di questi funghi crescono dentro le particelle calde di grafite radioattiva e le decompongono. |
| Idrocarburi policiclici aromatici | laboratorio | Ceppo isolato dal suolo invecchiato di un'officina del gas: in suoli non sterili ha degradato in media il 23% degli IPA in 4 settimane, compresi quelli ad alto peso molecolare, in proporzione all'insediamento del fungo; in coltura liquida il 18% del benzo[a]pirene in 4 giorni. Tra gli enzimi ligninolitici cercati è stata trovata solo la laccasi. |
Limiti
Nessun lavoro consultato mostra che questo fungo riduca la radioattività di un suolo o di un materiale: i dati riguardano crescita, tropismo e resistenza, non decontaminazione. L'ipotesi che la melanina catturi energia dalla radiazione è proposta dagli autori come possibilità, non come fatto accertato. Per gli IPA la rimozione è modesta (23%).
Fonti
- Dadachova et al. (2007) PLoS One 2:e457, 2007
- Zhdanova et al. (2004) Mycol Res 108:1089-1096, 2004
- Dadachova & Casadevall (2008) Ionizing radiation: how fungi cope, adapt, and exploit with the help of melanin. Curr Opin Microbiol 11:525-531, 2008
- Potin, Veignie & Rafin (2004) FEMS Microbiol Ecol 51:71-78, 2004
Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.
Altre specie per gli stessi contaminanti
Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.