Fungo, carie bianca
Phlebia brevispora
Carie bianca del genere Phlebia, in cui un gruppo giapponese ha trovato, seguendo la filogenesi, diversi degradatori di diossine. P. brevispora è la prima carie bianca per cui la trasformazione di una tetraclorodiossina recalcitrante e dei PCB coplanari è stata dimostrata identificando i metaboliti. Una specie affine, P. radiata, mineralizza il TNT con la sua manganese perossidasi.
Come agisce
- Meccanismi
- micodegradazione
- Enzimi
- manganese peroxidase
Contaminanti
| Contaminante | Evidenza | Che cosa è stato mostrato |
|---|---|---|
| Diossine e furani | laboratorio | In coltura, 14 giorni: degradato circa l'80% della 2,7-diclorodibenzo-p-diossina. La 1,3,6,8-tetraclorodibenzo-p-diossina, che altri ceppi di Phlebia non intaccano, viene trasformata in monoidrossi-, monometossi- e dimetossi-tetraCDD, dimetossi-triCDD e 3,5-diclorocatecolo. |
| Policlorobifenili | laboratorio | Miscela di 11 PCB coplanari (7 mono-orto e 4 non-orto) in coltura: 5 congeneri degradati, tra cui 3,3',4,4'-tetraclorobifenile e 3,3',4,4',5-pentaclorobifenile; identificati metaboliti meta-metossilati e, per i mono-orto, para-declorurati e metossilati. |
| Esplosivi (TNT, RDX) | laboratorio | Dato su Phlebia radiata, non su P. brevispora: una preparazione acellulare di MnP (36 nkat/mL) con glutatione ridotto 10 mM ha trasformato 10 mg/L di TNT in tre giorni; in 5 giorni mineralizzati il 22% del TNT e il 76% del 2-ammino-4,6-dinitrotoluene marcati con 14C. Con glutatione 50 mM la degradazione è fortemente inibita. |
Limiti
Tutti i dati sono di coltura pura in mezzo liquido o di enzima isolato. Solo 5 degli 11 PCB coplanari provati vengono degradati, e i prodotti sono derivati metossilati e idrossilati ancora clorurati: è una trasformazione, non una declorurazione completa. Nessuna prova in suolo o in campo trovata.
Fonti
- Kamei, Suhara & Kondo (2005) Appl Microbiol Biotechnol 69:358-366, 2005
- Kamei et al. (2006) Appl Microbiol Biotechnol 73:932-940, 2006
- Van Aken et al. (1999) Biodegradation 10:83-91, 1999
Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.
Altre specie per gli stessi contaminanti
Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.