Pianta, albero

Morus spp. L.

Gelso

Alberi le cui radici fini, ricche di flavonoidi, nutrono i batteri del suolo capaci di degradare i PCB. Il gelso è l'esempio classico dell'idea che i composti fenolici delle radici possano fare da substrato alla degradazione di inquinanti recalcitranti.

Morus spp.
Sten Porse, CC BY-SA 3.0

Come agisce

Meccanismi
rizodegradazione

Contaminanti

ContaminanteEvidenzaChe cosa è stato mostrato
Policlorobifenililaboratorio

In rizotrone, il 58% delle radici fini prodotte in una stagione di sei mesi muore a fine stagione; i fenoli nelle radici fini raddoppiano a fine stagione fino a 38 mg/g di peso secco, soprattutto per tre flavoni (morusina, morusinolo, kuwanone C), che sostengono la crescita di Burkholderia sp. LB400, batterio che degrada i PCB (Leigh et al. 2002). Il rilascio di fenoli dalle radici di piante perenni e il suo possibile ruolo nella biorimediazione era stato proposto da Fletcher e Hegde (1995).

Limiti

Le prove riguardano il meccanismo (substrati che sostengono batteri degradatori), non la riduzione misurata di PCB in un suolo contaminato: nelle fonti consultate non c'è una prova di campo con il gelso che la quantifichi. Il processo è lento e legato al ricambio stagionale delle radici. I batteri che crescono sui flavoni degradano soprattutto i congeneri meno clorurati.

Fonti

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.

Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.

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