Pianta, pianta acquatica

Typha latifolia L.

Lisca maggiore, tifa

Pianta palustre robusta, tollerante ai metalli senza bisogno di popolazioni selezionate. È la specie tipica delle zone umide artificiali che trattano drenaggi di miniera e percolati di ceneri: il metallo si ferma nei sedimenti, la pianta tiene in funzione il sistema.

Typha latifolia
Andrawaag, CC BY-SA 4.0

Come agisce

Meccanismi
rizofiltrazionefitostabilizzazione

Contaminanti

ContaminanteEvidenzaChe cosa è stato mostrato
Manganesecampo

Zona umida artificiale a Springdale (Pennsylvania) per il percolato di ceneri di carbone, quattro celle a tifa: ferro e manganese ridotti in media del 91% il primo anno e del 94 e 98% il secondo; cobalto e nichel del 39 e 47% il primo anno e del 98 e 63% il secondo. Il deposito principale sono i sedimenti; nei tessuti aerei della tifa finiva ogni anno solo lo 0,91% del Fe, il 4,18% del Mn, lo 0,19% del Co e lo 0,38% del Ni (Ye et al. 2001).

Piombocampo

Popolazioni naturali su siti contaminati e no: nelle foglie i metalli restano bassi (Zn 22–122, Pb 4,7–40, Cd 0,2–0,8 µg/g) anche con sedimenti fino a 3.009 µg/g di Zn e 18.894 µg/g di Pb; nelle radici Pb fino a 3.628 µg/g. Le popolazioni di siti puliti e contaminati rispondono in modo simile: la tolleranza è della specie (Ye et al. 1997).

Limiti

La pianta trattiene una quota minima del metallo: raccoglierla non ripulisce il sistema. I sedimenti si caricano di metalli e vanno prima o poi rimossi e smaltiti. L'efficienza cambia da un anno all'altro e da un metallo all'altro (nichel al 47–63%). Serve un flusso d'acqua controllato e spazio.

Fonti

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.

Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.

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