Pianta, coltura

Cannabis sativa L.

Canapa

Coltura da fibra a crescita rapida e radice profonda, tollerante ai metalli. Li accumula soprattutto nelle radici; il suo interesse sta nel produrre fibra non alimentare su terreni contaminati. In Italia è stata coltivata a questo scopo attorno all'acciaieria di Taranto.

Cannabis sativa
Thayne Tuason, CC BY-SA 4.0

Come agisce

Meccanismi
fitoestrazionefitostabilizzazione

Contaminanti

ContaminanteEvidenzaChe cosa è stato mostrato
Cadmiocampo

Prova di campo su suolo contaminato da metalli: potenziale di estrazione di 126 g Cd per ettaro e per stagione vegetativa, con verifica della qualità della fibra (Linger et al. 2002). In una prova di due anni in clima mediterraneo la canapa ha ridotto del 32% il Cd estraibile del suolo, senza variazioni del contenuto totale (Guidi Nissim et al. 2018). In condizioni semi-naturali Cd, Ni e Cr si accumulano soprattutto nelle radici (Citterio et al. 2003).

Piombocampo

Nella prova mediterranea la canapa ha dato il miglior tasso di estrazione del piombo fra le quattro specie a confronto (36 g/ha/anno) e ha ridotto del 46% il Pb estraibile (Guidi Nissim et al. 2018). Su un sito belga contaminato da Cd, Pb e Zn la resa in steli è calata del 30–50% rispetto al controllo (De Vos et al. 2023).

Limiti

Le quantità estratte sono piccole (decine o poche centinaia di grammi per ettaro e per anno) e il contenuto totale del suolo non cambia in pochi anni. A Taranto il progetto C.A.N.A.P.A. ha coltivato canapa sui terreni agricoli vicini all'ILVA; la relazione disponibile è un contributo a convegno e gli stessi autori scrivono che servono prove più lunghe per avere dati definitivi su metalli, diossine e PCB (Colao et al. 2015). Per diossine e PCB non ci sono, nelle fonti consultate, misure di rimozione. La fibra va controllata prima dell'uso.

Dove è stata provata

Former Loring Air Force Base (Mi'kmaq Nation land)

FitorimedioPieno campo, 2022

Cannabis sativa

La Nazione Mi'kmaq, l'associazione Upland Grassroots e ricercatori di diversi istituti (Nason, White e colleghi) hanno coltivato canapa in campo e analizzato PFAS in coppie di campioni di pianta e suolo; la canapa raccolta è stata trattata con liquefazione idrotermale per distruggere i PFAS.

Esito La canapa ha assorbito 10 dei 28 PFAS, meglio gli acidi carbossilici e i composti a catena corta. In tutto ha asportato circa 1,4 mg di PFAS, al massimo il 2% circa di quelli presenti nel suolo nell'area migliore. Gli autori scrivono che la canapa non è al momento una soluzione completa per i suoli contaminati da PFAS. La liquefazione ha degradato quasi il 100% degli acidi carbossilici; parte dei solfonici è rimasta.

Taranto

FitorimedioPieno campo, 2014–

Cannabis sativa

Vincenzo Fornaro, con l'associazione CanaPuglia, ha seminato canapa nell'aprile 2014 sui terreni dove pascolavano le pecore, come riconversione dell'azienda (fibra, prodotti) e con l'intento dichiarato di risanare il suolo. Una seconda fase, finanziata dal bando regionale «Principi Attivi», prevedeva il campionamento delle piante.

Esito Nessun risultato misurato è stato trovato: le fonti consultate sono articoli di stampa e non riportano analisi del suolo o delle piante. L'effetto di bonifica della canapa a Taranto resta quindi non documentato.

Fonti

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.

Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.

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