Pianta, coltura
Ricinus communis
Ricino
Pianta da olio non alimentare, a crescita rapida, che colonizza spontaneamente sterili di miniera. Non accumula metalli nelle parti aeree: serve a stabilizzare e a produrre olio industriale; in vaso ha assorbito anche residui di DDT.

Come agisce
- Meccanismi
- fitostabilizzazionefitoestrazione
Contaminanti
| Contaminante | Evidenza | Che cosa è stato mostrato |
|---|---|---|
| Piombo | campo | Piante spontanee su sterili di miniera in Messico ricchi di Cu, Zn, Mn, Pb e Cd: per concentrazioni nelle parti aeree e fattori di traslocazione il ricino non è un accumulatore; è adatto a stabilizzare i residui e i semi contengono dal 41 al 64% di olio (Ruiz Olivares et al. 2013). |
| DDT e derivati | serra | Prova in vaso con 23 genotipi su suolo contaminato insieme da DDT e cadmio: concentrazioni medie di DDT e derivati di 0,37 (foglie), 0,43 (fusti) e 70,51 mg/kg (radici); asportazione totale da 83,1 a 267,8 µg per vaso (Huang et al. 2011). |
| Cadmio | serra | Nella stessa prova in vaso: in media 1,22 (foglie), 2,27 (fusti) e 37,63 mg/kg (radici) di Cd; asportazione da 66,0 a 155,1 µg per vaso (Huang et al. 2011). |
Limiti
I contaminanti restano quasi tutti nelle radici: l'estrazione reale è minima. I semi contengono ricina e sono molto tossici. Sensibile al gelo. Il contenuto d'olio cala al crescere dei metalli nelle radici (Ruiz Olivares et al. 2013).
Fonti
- Ruiz Olivares et al., J. Environ. Manage. 114:316, 2013
- Huang et al., Bioresour. Technol. 102:11034, 2011
Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.
Altre specie per gli stessi contaminanti
Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.