Pianta, albero
Robinia pseudoacacia
Robinia, acacia
Leguminosa arborea pioniera che fissa azoto e cresce su suoli poveri e sterili di miniera. Si comporta da escluditrice: porta pochi metalli a foglie e rami, e per questo è stata usata nei rimboschimenti di suoli molto contaminati. In Europa è però invasiva.

Come agisce
- Meccanismi
- fitostabilizzazione
- Areale d'origine
- Nord America orientale (Appalachi)
Contaminanti
| Contaminante | Evidenza | Che cosa è stato mostrato |
|---|---|---|
| Cadmio | campo | Prova di campo di otto anni nel nord della Francia su ex suoli agricoli molto contaminati da Cd, Pb e Zn, rimboschiti con un misto di alberi con o senza ceneri volanti: robinia, ontano nero e acero di monte sono cresciuti bene con basse concentrazioni di metalli in foglie e rametti (fenotipo escluditore), al contrario di salice bianco e farnia; con le ceneri la disponibilità dei metalli e la traslocazione alle parti aeree sono calate molto (Pourrut et al. 2011). |
| Piombo | campo | Cresce spontanea sugli sterili a piombo e zinco delle miniere abbandonate di Touissit (Marocco orientale), con una rizosfera ricca di batteri promotori di crescita resistenti ai metalli (Bennis et al. 2022). |
Limiti
Non estrae: i metalli restano nel suolo. In Europa centrale è considerata invasiva: minaccia soprattutto i prati aridi e semiaridi, cambia luce, microclima e suolo, e ricaccia dalle radici dopo il taglio (Vítková et al. 2017). Arricchisce il suolo di azoto, il che può favorire altre specie non desiderate. L'impianto vicino ad habitat protetti è da evitare.
Dove è stata provata
Metaleurop Nord (Noyelles-Godault)
FitorimedioPieno campo, 1999–
Miscanthus × giganteus, Robinia pseudoacacia, Alnus glutinosa, Quercus robur, Acer pseudoplatanus, Salix alba
Progetto PHYTENER (ISA Lille e altri dieci laboratori, finanziato da ADEME): un ettaro piantato nel 1999 con circa 1.800 alberi di cinque specie, 600 m a nord della fonderia; tre campi di circa un ettaro a miscanto dal 2007 su suoli a diverso livello di contaminazione, e un quarto dal 2010 per provare cultivar, densità d'impianto, concimazione e micorrize.
Esito Il miscanto accumula i metalli soprattutto nelle radici e ne trasferisce poco agli steli: le rese sono passate da 3,7–10,3 t/ha di sostanza secca al secondo anno a 15,8–23,3 t/ha al terzo. Si tratta di fitostabilizzazione con produzione di biomassa: i metalli restano nel suolo.
- Nsanganwimana et al., Metal accumulation and shoot yield of Miscanthus × giganteus growing in contaminated agricultural soils: insights into agronomic practices, Agriculture, Ecosystems & Environment, 2015
- Pourrut et al., The PHYTENER project: development of phytostabilisation combined with energy crop production on agricultural soils highly contaminated by metals, EGU General Assembly, meetingorganizer.copernicus.org, 2011
Fonti
- Pourrut et al., Sci. Total Environ. 409:4504, 2011
- Bennis et al., J. Environ. Manage. 304:114321, 2022
- Vítková et al., Black locust (Robinia pseudoacacia) beloved and despised: a story of an invasive tree in Central Europe, For. Ecol. Manage. 384:287, 2017
Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.
Altre specie per gli stessi contaminanti
Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.