Pianta, albero

Robinia pseudoacacia L.

Robinia, acacia

Leguminosa arborea pioniera che fissa azoto e cresce su suoli poveri e sterili di miniera. Si comporta da escluditrice: porta pochi metalli a foglie e rami, e per questo è stata usata nei rimboschimenti di suoli molto contaminati. In Europa è però invasiva.

Robinia pseudoacacia
Annabell Hormann / korina.info, CC BY-SA 4.0

Come agisce

Meccanismi
fitostabilizzazione
Areale d'origine
Nord America orientale (Appalachi)

Contaminanti

ContaminanteEvidenzaChe cosa è stato mostrato
Cadmiocampo

Prova di campo di otto anni nel nord della Francia su ex suoli agricoli molto contaminati da Cd, Pb e Zn, rimboschiti con un misto di alberi con o senza ceneri volanti: robinia, ontano nero e acero di monte sono cresciuti bene con basse concentrazioni di metalli in foglie e rametti (fenotipo escluditore), al contrario di salice bianco e farnia; con le ceneri la disponibilità dei metalli e la traslocazione alle parti aeree sono calate molto (Pourrut et al. 2011).

Piombocampo

Cresce spontanea sugli sterili a piombo e zinco delle miniere abbandonate di Touissit (Marocco orientale), con una rizosfera ricca di batteri promotori di crescita resistenti ai metalli (Bennis et al. 2022).

Limiti

Non estrae: i metalli restano nel suolo. In Europa centrale è considerata invasiva: minaccia soprattutto i prati aridi e semiaridi, cambia luce, microclima e suolo, e ricaccia dalle radici dopo il taglio (Vítková et al. 2017). Arricchisce il suolo di azoto, il che può favorire altre specie non desiderate. L'impianto vicino ad habitat protetti è da evitare.

Dove è stata provata

Metaleurop Nord (Noyelles-Godault)

FitorimedioPieno campo, 1999–

Miscanthus × giganteus, Robinia pseudoacacia, Alnus glutinosa, Quercus robur, Acer pseudoplatanus, Salix alba

Progetto PHYTENER (ISA Lille e altri dieci laboratori, finanziato da ADEME): un ettaro piantato nel 1999 con circa 1.800 alberi di cinque specie, 600 m a nord della fonderia; tre campi di circa un ettaro a miscanto dal 2007 su suoli a diverso livello di contaminazione, e un quarto dal 2010 per provare cultivar, densità d'impianto, concimazione e micorrize.

Esito Il miscanto accumula i metalli soprattutto nelle radici e ne trasferisce poco agli steli: le rese sono passate da 3,7–10,3 t/ha di sostanza secca al secondo anno a 15,8–23,3 t/ha al terzo. Si tratta di fitostabilizzazione con produzione di biomassa: i metalli restano nel suolo.

Fonti

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.

Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.

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