Pianta, graminacea

Miscanthus × giganteus J.M.Greef & Deuter ex Hodk. & Renvoize

Miscanto gigante

Graminacea perenne da biomassa, ibrido sterile e quindi non invasivo. Trattiene i metalli nelle radici e ne limita il passaggio ai fusti: serve a stabilizzare suoli contaminati producendo biomassa energetica.

Miscanthus × giganteus
Krzysztof Ziarnek, Kenraiz, CC BY-SA 4.0

Come agisce

Meccanismi
fitostabilizzazionerizodegradazione
Areale d'origine
Ibrido sterile, coltivato

Contaminanti

ContaminanteEvidenzaChe cosa è stato mostrato
Cadmiocampo

Prova di campo su tre parcelle agricole con concentrazioni crescenti di Cd, Pb e Zn e una non contaminata: concentrazioni fogliari tollerabili per la pianta e nessuna differenza in enzimi antiossidanti, pigmenti fotosintetici e metaboliti secondari rispetto al controllo (Bastia et al. 2023). In Belgio, su un sito fortemente inquinato, la fotosintesi netta è calata ma la coltura ha migliorato i parametri biologici del suolo (Lutts et al. 2024).

Idrocarburi policiclici aromaticiserra

La rassegna di riferimento attribuisce alle specie di Miscanthus la capacità di sequestrare i contaminanti inorganici nell'apparato radicale e di favorire la dissipazione di contaminanti organici persistenti nel suolo (Nsanganwimana et al. 2014).

Limiti

Non rimuove i metalli: li tiene nel suolo, nella zona delle radici. Il sito resta contaminato e va gestito a tempo indeterminato. Si propaga solo per rizomi, con costi d'impianto alti. Buona parte dei dati viene da prove in vaso o da suoli addizionati (Bastia et al. 2023).

Dove è stata provata

Metaleurop Nord (Noyelles-Godault)

FitorimedioPieno campo, 2007–

Miscanthus × giganteus

Progetto PHYTENER: tre campi di circa 1 ha ciascuno piantati a miscanto nel 2007 su ex terreni agricoli con diversi livelli di metalli, e un quarto nel 2010, a 700 m dalla fonderia, per confrontare varietà e pratiche colturali (densità dei rizomi, concimazione, micorrizazione). Scopo: fitostabilizzazione abbinata alla produzione di biomassa da energia.

Esito Nei suoli contaminati il miscanto accumula Cd, Pb e Zn soprattutto nelle radici e ne limita il passaggio a rizomi, fusti e foglie: si comporta da pianta escluditrice, adatta alla fitostabilizzazione (studio del 2023, letto da estratto di ricerca).

FitorimedioPieno campo, 1999–

Miscanthus × giganteus, Robinia pseudoacacia, Alnus glutinosa, Quercus robur, Acer pseudoplatanus, Salix alba

Progetto PHYTENER (ISA Lille e altri dieci laboratori, finanziato da ADEME): un ettaro piantato nel 1999 con circa 1.800 alberi di cinque specie, 600 m a nord della fonderia; tre campi di circa un ettaro a miscanto dal 2007 su suoli a diverso livello di contaminazione, e un quarto dal 2010 per provare cultivar, densità d'impianto, concimazione e micorrize.

Esito Il miscanto accumula i metalli soprattutto nelle radici e ne trasferisce poco agli steli: le rese sono passate da 3,7–10,3 t/ha di sostanza secca al secondo anno a 15,8–23,3 t/ha al terzo. Si tratta di fitostabilizzazione con produzione di biomassa: i metalli restano nel suolo.

Miniera di realgar di Shimen

FitorimedioPieno campo

Pteris vittata, Miscanthus spp.

Rivegetazione del bacino di sterili del realgar (2.883 mg/kg di arsenico): riporto di terreno e concimazione, poi impianto di Pteris vittata o di miscanto, come fitoestrazione e fitostabilizzazione combinate. Caso riportato dalla rassegna di Cao e colleghi (2022); lo studio originale non è stato letto e la rassegna dà il nome comune cinese del miscanto senza la specie.

Esito Dopo cinque anni sulla diga degli sterili si era stabilita una copertura vegetale stabile, con 39 specie di piante (Cao e colleghi 2022).

North-east England, five brownfield sites (BioReGen)

FitorimedioPieno campo

Phalaris arundinacea, Miscanthus spp., Salix spp., Panicum virgatum

R. Lord ha ammendato ogni sito con circa 500 t/ha di compost verde, piantato salice a turno breve, miscanto, scagliola palustre e panìco, e raccolto per 3–5 anni, misurando rese e contaminanti nella biomassa.

Esito La scagliola palustre ha superato le altre specie per facilità d'impianto, costo, tempi, resa e contaminazione della biomassa: 4–7 t/ha l'anno di sostanza secca dal secondo anno, a livelli di contaminanti accettabili per pellet domestici. È produzione di biomassa su terreni contaminati, non rimozione dei contaminanti.

Fonti

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.

Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.

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