Pianta, erbacea

Arabidopsis halleri (L.) O'Kane & Al-Shehbaz

Arabetta di Haller

Parente stretta di Arabidopsis thaliana che iperaccumula zinco e cadmio nelle foglie. Conta soprattutto come specie modello per capire i meccanismi dell'iperaccumulo; in campo è stata confrontata con Noccaea caerulescens.

Arabidopsis halleri
HermannSchachner, Public domain

Come agisce

Meccanismi
iperaccumulofitoestrazione

Contaminanti

ContaminanteEvidenzaChe cosa è stato mostrato
Zincocampo

Campionamento di 33 popolazioni spontanee (20 su siti metalliferi, 13 no): l'accumulo di Zn nelle parti aeree è una proprietà costitutiva della specie, presente anche nelle popolazioni di suoli non contaminati (Bert et al. 2002). Nelle prove di campo inglesi ha accumulato concentrazioni di Zn simili a N. caerulescens (McGrath et al. 2006).

Cadmiocampo

Iperaccumula anche il Cd, ma con capacità variabile fra popolazioni (Bert et al. 2002); in campo ha raggiunto concentrazioni di Cd inferiori a N. caerulescens (McGrath et al. 2006). In idroponica Zn e Cd si concentrano nel mesofillo fogliare e alla base dei tricomi (Küpper et al. 2000).

Limiti

Pianta piccola, a bassa biomassa: le quantità di metallo asportate per ettaro restano modeste. Non accumula piombo (Bert et al. 2002). Il suo valore è soprattutto scientifico.

Dove è stata provata

Woburn Experimental Farm, sludge-treated plots

FitorimedioPieno campo, 1998–2000

Noccaea caerulescens (Thlaspi caerulescens), Arabidopsis halleri

McGrath, Lombi, Zhao e colleghi (Rothamsted Research) hanno provato in campo due iperaccumulatrici con agenti mobilizzanti, diverse strategie di semina e stagioni di crescita di diversa durata.

Esito Nessun agente mobilizzante ha aumentato l'accumulo. In media, tra il 1998 e il 2000, Thlaspi ha asportato l'1,3% del cadmio e lo 0,3% dello zinco totali del suolo; in una stagione di 14 mesi il 21,7% del cadmio e il 4,4% dello zinco. Gli autori giudicano la tecnica utilizzabile per suoli moderatamente contaminati da cadmio, non per lo zinco.

Fonti

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.

Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.

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