Fungo, micorrizico
Suillus luteus
Pinarolo, boleto giallo
Fungo ectomicorrizico pioniere dei pini. Le popolazioni cresciute attorno alle fonderie di zinco del Belgio e su una discarica mineraria di rame in Norvegia hanno evoluto una tolleranza specifica al metallo del luogo, e i ceppi adattati proteggono le piantine di pino dalla tossicità: un caso documentato di adattamento che si può usare per il rimboschimento di siti metalliferi.

Come agisce
- Meccanismi
- sostegno micorrizicofitostabilizzazione
Contaminanti
| Contaminante | Evidenza | Che cosa è stato mostrato |
|---|---|---|
| Zinco | laboratorio | 235 isolati di quattro specie ectomicorriziche raccolti in pinete pioniere di 14 località lungo un gradiente di inquinamento da Zn, saggiati in vitro (EC50 sulla biomassa): i funghi suilloidi entro 5 km da una fonderia sono molto tolleranti, quelli oltre i 15 km no, con popolazioni miste nella fascia intermedia. Paxillus involutus non mostra tolleranza adattativa. |
| Rame | laboratorio | Piantine di Pinus sylvestris in prova dose-risposta: senza micorriza o con un isolato sensibile al rame, crescita radicale e assorbimento di nutrienti sono fortemente inibiti; con l'isolato della discarica mineraria le piante quasi non risentono del rame. La tolleranza è specifica: gli isolati tolleranti allo Zn sono sensibili al Cu e viceversa. |
| Cadmio | laboratorio | Pini silvestri inoculati con un isolato tollerante al Cd, proveniente da un sito inquinato: ad alta esposizione più biomassa fungina, maggiore assorbimento di nutrienti e meno cadmio trasferito alla parte aerea rispetto a piante con un isolato sensibile. |
Limiti
Il fungo protegge l'albero ma non toglie il metallo dal suolo. Non c'è co-tolleranza: serve l'isolato adattato al metallo del sito, e un sito con più metalli è un caso non coperto. Le popolazioni sono state raccolte in campo, ma le prove di protezione sono su piantine in condizioni controllate. I corpi fruttiferi sono commestibili e non vanno raccolti su siti inquinati.
Fonti
- Colpaert et al. (2004) New Phytol 162:549-559, 2004
- Adriaensen et al. (2005) Appl Environ Microbiol 71:7279-7284, 2005
- Krznaric et al. (2009) Environ Pollut 157:1581-1588, 2009
Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.
Altre specie per gli stessi contaminanti
Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.