Sito di Interesse Nazionale, Taranto, Statte, Puglia, Italia
Taranto
Il maggiore polo siderurgico italiano (ex Ilva, oggi Acciaierie d'Italia), con raffineria Eni, cementificio, porto e Arsenale militare, affacciato sul golfo di Taranto. La contaminazione riguarda suoli, falda, aria e i sedimenti del Mar Piccolo: metalli, IPA, diossine e PCB.
In breve
- Stato
- Bonifica in corso
- Superficie
- 4383 ha a terra, 7005 ha in acqua1
- Attività
- dal 1945
- Matrici
- suolo, acque sotterranee, sedimenti, aria, organismi viventi
- Tipo di sito
- siderurgia, petrolio, porto, militare, discarica, centrale elettrica
- Superficie. Scheda MASE del 2021: 4.383 ettari a terra e 7.005 a mare (Mar Piccolo e Salina Grande inclusi). Il perimetro è stato ridefinito con D.M. 20 dicembre 2024; la nuova superficie non è stata verificata.
Contaminanti
Composti organici
Stato
Bonifica in corso
Secondo la scheda MASE (2021) è in corso la bonifica di falda e suoli della raffineria Eni; nell'area ex Ilva la caratterizzazione è completata ed è avviata la messa in sicurezza della falda sotto i parchi minerali. Le aree pubbliche (Mar Piccolo compreso) sono affidate dal 2012 a un Commissario straordinario. Non è stata reperita una percentuale ufficiale aggiornata.
Storia
Il SIN ricade nell'area dichiarata «ad elevato rischio di crisi ambientale» e comprende quasi tutte le circa 200 imprese della zona industriale: il polo siderurgico ex Ilva, la raffineria Eni, la cementeria Cementir e industrie minori. Secondo il Ministero le principali fonti di inquinamento sono le industrie siderurgiche, petrolifere e cementiere e l'Arsenale Militare, e l'impatto riguarda tutti i comparti ambientali.
Nei suoli sono stati trovati metalli e metalloidi (tra cui arsenico, berillio, cadmio, cromo VI, mercurio, piombo, vanadio), cianuri, idrocarburi, IPA, benzene e diossine; nella falda anche solfati, solventi clorurati e MTBE; nei sedimenti del Mar Piccolo metalli, IPA e PCB.
Il perimetro è del 2000. Dopo il Protocollo d'Intesa del 26 luglio 2012, un decreto-legge ha nominato un Commissario straordinario per bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione; nel 2015 gli interventi sono stati inquadrati nel Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto. Le grandi aziende hanno caratterizzato le proprie aree e avviato misure di prevenzione o bonifica.
Cronologia
- 1998La legge 426/1998 individua Taranto tra i siti di interesse nazionale.
- 2000Perimetrazione con D.M. 10 gennaio 2000.
- 2012Protocollo d'Intesa del 26 luglio e nomina di un Commissario straordinario (D.L. 129/2012).
- 2015D.L. 1/2015 e, il 30 dicembre, Contratto Istituzionale di Sviluppo per l'area di Taranto.
- 2024Perimetro ridefinito con D.M. 20 dicembre 2024.
Salute
SENTIERI, Sesto Rapporto (2023; mortalità 2013-2017, ricoveri 2014-2018, riferimento regionale): eccessi di mortalità in entrambi i generi per tutte le cause, tutti i tumori maligni, malattie del sistema circolatorio e dell'apparato digerente. Tra le cause associate a priori alle esposizioni del sito: eccesso di tumore del polmone e di mesotelioma della pleura in entrambi i generi, di tumore della vescica e linfomi non Hodgkin nei maschi, di tumore del fegato nelle femmine. Il 39,8% degli abitanti del sito risiede in sezioni di censimento ad alta deprivazione.
Bonifica
- 2021contenimento della faldaAvviata la messa in sicurezza della falda nell'area dei parchi minerali dell'ex Ilva; in corso la bonifica di falda e suoli della raffineria Eni (stato riportato dalla scheda MASE del 2021).
Piante e funghi in questo sito
FitorimedioPieno campo
Populus (clone Monviso)
Biorisanamento assistito da piante in un'area vicina alla città di Taranto, storicamente contaminata da PCB e metalli pesanti: messa a dimora di pioppi del clone Monviso, con analisi chimiche e microbiologiche del suolo a diverse distanze dal tronco (0,25-1 m) e profondità (0-20 e 20-40 cm) all'impianto e dopo 420 giorni. L'articolo non precisa se l'area ricade nel perimetro del SIN né elenca nell'abstract i singoli metalli.
Esito A 420 giorni, diminuzione significativa dei congeneri di PCB e riduzione di tutti i metalli pesanti dove erano presenti i pioppi; nessuna riduzione nel suolo senza pioppi. Attività microbica aumentata nella rizosfera, in alcuni casi fino a 1 m dal tronco e a 40 cm di profondità.
FitorimedioPieno campo, 2013–2017
Populus generosa × Populus nigra 'Monviso'
CNR-IRSA (Ancona, Barra Caracciolo e colleghi) ha piantato nell'aprile 2013 circa 650 talee di pioppo del clone Monviso su 785 m², dopo una concimazione con compost. Suolo e comunità microbica sono stati analizzati all'impianto, dopo 420 giorni e dopo 55 mesi, a diverse distanze dal tronco e a due profondità.
Esito Dopo 420 giorni i congeneri di PCB e i metalli risultavano diminuiti nel suolo sotto i pioppi e non nel suolo senza piante. A 55 mesi i PCB, in media 240 ng/g all'inizio, erano sotto il limite di legge di 60 ng/g nelle parcelle piantate; quasi tutti i metalli erano sotto i limiti, tranne il cobalto. Il suolo di controllo non piantato conteneva circa 1.400 ng/g di PCB, più della media iniziale delle parcelle piantate: il confronto con il controllo va quindi letto con prudenza.
- Ancona et al., Plant-assisted bioremediation of a historically PCB and heavy metal-contaminated area in Southern Italy, New Biotechnology, 2017
- Barra Caracciolo et al., Characterization of the belowground microbial community in a poplar-phytoremediation strategy of a multi-contaminated soil, Frontiers in Microbiology, pmc.ncbi.nlm.nih.gov, 2020
FitorimedioPieno campo, 2014–
Cannabis sativa
Vincenzo Fornaro, con l'associazione CanaPuglia, ha seminato canapa nell'aprile 2014 sui terreni dove pascolavano le pecore, come riconversione dell'azienda (fibra, prodotti) e con l'intento dichiarato di risanare il suolo. Una seconda fase, finanziata dal bando regionale «Principi Attivi», prevedeva il campionamento delle piante.
Esito Nessun risultato misurato è stato trovato: le fonti consultate sono articoli di stampa e non riportano analisi del suolo o delle piante. L'effetto di bonifica della canapa a Taranto resta quindi non documentato.
Dalla letteratura
Specie che in almeno uno studio hanno agito su uno dei contaminanti di questo sito. L'elenco è automatico e non tiene conto del suolo, delle concentrazioni o del clima del sito.
Piante
- Eichhornia crassipesGiacinto d'acquaEvidenza: campo
- Medicago sativaErba medicaPoliclorobifeniliIdrocarburi petroliferiIdrocarburi policiclici aromaticiEvidenza: campo
- Agrostis capillarisCappellini comuniEvidenza: campo
- Arabidopsis halleriArabetta di HallerEvidenza: campo
- Berkheya coddiiBerkheya coddiiEvidenza: campo
- Cannabis sativaCanapaEvidenza: campo
Funghi
- Funneliformis mosseaeIdrocarburi policiclici aromaticiEvidenza: serra
- Rhizophagus irregularisEvidenza: serra
- Paxillus involutusPaxillo involutoEvidenza: serra
- Pisolithus albusEvidenza: serra
- Aspergillus nigerMuffa neraEvidenza: laboratorio
- Agaricus bisporusChampignon, prataiolo coltivatoIdrocarburi policiclici aromaticiEvidenza: laboratorio
Le altre sono nelle pagine dei contaminanti.
Nei dintorni
Fonti
- Scheda SIN Taranto (copia d'archivio), MASE, 2021
- Riferimenti normativi per i Siti di bonifica di Interesse Nazionale (agg. 31 dicembre 2025), ISPRA, 2025
- SENTIERI. Sesto Rapporto - Taranto (Epidemiol Prev 2023;47(1-2) Suppl 1), con allegato "Informazioni sui 46 siti studiati", Epidemiologia & Prevenzione / ISS, 2023
- Ancona V. et al., Plant-assisted bioremediation of a historically PCB and heavy metal-contaminated area in Southern Italy (abstract, Europe PMC), New Biotechnology, 2017
Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.