Fungo, carie bruna
Gloeophyllum trabeum
Fungo della carie bruna, modello per un meccanismo diverso da quello delle carie bianche: non perossidasi ligninolitiche ma chimica di Fenton extracellulare. Il fungo secerne chinoni (2,5-dimetossi-1,4-benzochinone), li riduce a idrochinoni che riducono il Fe3+ e producono H2O2, generando radicali ossidrile che attaccano molti composti organici.

Come agisce
- Meccanismi
- micodegradazione
Contaminanti
| Contaminante | Evidenza | Che cosa è stato mostrato |
|---|---|---|
| DDT e derivati | laboratorio | Tra 12 specie di carie bruna provate in brodo di patata e destrosio, G. trabeum, Fomitopsis pinicola e Daedalea dickinsii hanno mostrato alta capacità di degradare il DDT. Con G. trabeum i prodotti sono DDD, DDE e 4,4-diclorobenzofenone (DBP); senza FeSO4 il DBP non si forma, e una reazione di Fenton chimica in condizioni simili dà solo DBP: la via dipende dal ferro. |
| Plastiche e microplastiche | laboratorio | Il fungo depolimerizza il polietilenglicole, polimero sintetico recalcitrante, per astrazione di idrogeno: la reazione richiede 2,5-dimetossi-1,4-benzochinone e Fe3+ ed è inibita del tutto dalla catalasi. Riguarda un polietere idrosolubile, non le plastiche solide.
|
| Residui farmaceutici | laboratorio | Dato su una specie affine, Gloeophyllum striatum: in mezzo liquido ha prodotto in 8 settimane il 27,3%, 18,5% e 6,7% di 14CO2 dall'enrofloxacina (fluorochinolone veterinario) marcata in tre posizioni diverse; i metaboliti idrossilati coincidono in parte con quelli ottenuti con il reattivo di Fenton. |
Limiti
Solo colture liquide. I radicali ossidrile non sono selettivi: nel suolo reagiscono con la sostanza organica prima che con l'inquinante, e il meccanismo richiede ferro disponibile. Il DDT viene convertito in DDD, DDE e DBP, che restano composti clorurati. Nessuna prova in suolo o in campo trovata.
Fonti
- Kerem, Jensen & Hammel (1999) FEBS Lett 446:49-54, 1999
- Jensen et al. (2001) Appl Environ Microbiol 67:2705-2711, 2001
- Purnomo, Kamei & Kondo (2008) J Biosci Bioeng 105:614-621, 2008
- Wetzstein, Schmeer & Karl (1997) Appl Environ Microbiol 63:4272-4281, 1997
Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.
Altre specie per gli stessi contaminanti
Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.