Pianta, albero
Paulownia tomentosa
Paulonia
Albero a crescita molto rapida, con grandi foglie e forte traspirazione. In Toscana è stato usato in una fitorimediazione a scala reale insieme a pioppo e ginestra dei carbonai; i metalli restano soprattutto nelle radici.

Come agisce
- Meccanismi
- fitostabilizzazionefitoestrazione
Contaminanti
| Contaminante | Evidenza | Che cosa è stato mostrato |
|---|---|---|
| Idrocarburi petroliferi | campo | Intervento a scala reale su 10.000 m² di suolo contaminato storicamente da metalli e idrocarburi, con Populus nigra var. italica, Paulownia tomentosa, Cytisus scoparius e vegetazione spontanea: in tre anni idrocarburi totali −40% e metalli −20–40%, fino a valori sotto i limiti di legge, con aumento delle attività enzimatiche del suolo (Macci et al. 2013). |
| Piombo | serra | Studio a scala pilota con EDTA, tartrato e glutammato: rapporti di concentrazione radice/parte aerea di 11–39 per il Pb, 9–18 per il Cd, 7–17 per il Cu e 3–5 per lo Zn; con EDTA 10 mM il Pb nelle radici è salito a 359 mg/kg contro 128 del controllo, senza che l'EDTA desse accumuli maggiori di tartrato e glutammato (Doumett et al. 2008). |
Limiti
Nella prova a scala reale tre specie e la vegetazione spontanea erano insieme: il contributo della sola paulonia non è distinguibile, e manca un confronto con suolo non piantato. I metalli si fermano nelle radici, quindi è stabilizzazione più che estrazione. Specie esotica in Europa, che si dissemina con facilità: da valutare prima dell'impianto.
Fonti
Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.
Altre specie per gli stessi contaminanti
Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.