Pianta, albero

Paulownia tomentosa (Thunb.) Steud.

Paulonia

Albero a crescita molto rapida, con grandi foglie e forte traspirazione. In Toscana è stato usato in una fitorimediazione a scala reale insieme a pioppo e ginestra dei carbonai; i metalli restano soprattutto nelle radici.

Paulownia tomentosa
Jean-Pol GRANDMONT, CC BY 2.5

Come agisce

Meccanismi
fitostabilizzazionefitoestrazione

Contaminanti

ContaminanteEvidenzaChe cosa è stato mostrato
Idrocarburi petrolifericampo

Intervento a scala reale su 10.000 m² di suolo contaminato storicamente da metalli e idrocarburi, con Populus nigra var. italica, Paulownia tomentosa, Cytisus scoparius e vegetazione spontanea: in tre anni idrocarburi totali −40% e metalli −20–40%, fino a valori sotto i limiti di legge, con aumento delle attività enzimatiche del suolo (Macci et al. 2013).

Piomboserra

Studio a scala pilota con EDTA, tartrato e glutammato: rapporti di concentrazione radice/parte aerea di 11–39 per il Pb, 9–18 per il Cd, 7–17 per il Cu e 3–5 per lo Zn; con EDTA 10 mM il Pb nelle radici è salito a 359 mg/kg contro 128 del controllo, senza che l'EDTA desse accumuli maggiori di tartrato e glutammato (Doumett et al. 2008).

Limiti

Nella prova a scala reale tre specie e la vegetazione spontanea erano insieme: il contributo della sola paulonia non è distinguibile, e manca un confronto con suolo non piantato. I metalli si fermano nelle radici, quindi è stabilizzazione più che estrazione. Specie esotica in Europa, che si dissemina con facilità: da valutare prima dell'impianto.

Fonti

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.

Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.

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