Pianta, albero

Populus × canadensis Moench

Pioppo canadese (P. deltoides × P. nigra)

L'ibrido fra pioppo nero europeo e pioppo americano, il più coltivato nella pioppicoltura italiana (clone I-214). Il clone DN34 è servito negli Stati Uniti a stabilire quali composti organici un albero assorbe dall'acqua, e i cloni a ceduo sono stati provati per i metalli.

Populus × canadensis
AnRo0002, CC0

Come agisce

Meccanismi
fitodegradazionefitovolatilizzazionecontrollo idraulicofitoestrazione
Areale d'origine
Ibrido coltivato

Contaminanti

ContaminanteEvidenzaChe cosa è stato mostrato
Zincocampo

Prova di campo di due anni, in clima mediterraneo caldo-arido, su suolo moderatamente contaminato: il pioppo ha accumulato 3.200 g Zn/ha/anno e 182 g Cu/ha/anno e ridotto la frazione estraibile di Cd (37%), Ni (49%), Pb (46%) e Zn (63%); il contenuto totale del suolo non è cambiato (Guidi Nissim et al. 2018; il riassunto non precisa il clone). In un ceduo di 17 cloni su ex discarica in Belgio, i cloni migliori hanno asportato in due anni 2,0–2,4 kg Zn/ha e 47–57 g Cd/ha (Laureysens et al. 2005).

Solventi clorurati (TCE, PCE, cloroformio)laboratorio

Dodici composti organici comuni nei siti di rifiuti pericolosi, marcati con carbonio-14 e forniti in idroponica a pioppi ibridi: l'assorbimento e la ripartizione nei tessuti dipendono soprattutto dal coefficiente ottanolo-acqua (log Kow); per i composti organici volatili la traslocazione e la successiva traspirazione dalle foglie in atmosfera è una via importante (Burken e Schnoor 1998).

Limiti

Per i metalli le asportazioni sono di pochi chili di zinco e decine di grammi di cadmio per ettaro: il suolo non si ripulisce in tempi brevi. I cloni I-214 ed Eridano, cresciuti su suolo ammendato con fanghi di conceria, hanno accumulato solo piccole quantità di metalli (Tognetti et al. 2004). I dati sui composti organici di Burken e Schnoor sono idroponici. Le prove di campo citate riguardano cloni e ibridi diversi: il risultato dipende dal clone.

Dove è stata provata

Scarlino, ceneri di arsenopirite (ex Nuova Solmine)

FitorimedioPieno campo

Pteris vittata, Populus deltoides 'Dvina', Populus × canadensis 'Orion'

Ciurli, Lenzi, Alpi e Pardossi (Università di Pisa) hanno piantato la felce Pteris vittata e due cloni di pioppo sulle ceneri, in vaso e nel sito, seguendo per 24 mesi sopravvivenza, arsenico nei tessuti e indicatori di stress. L'abstract di questo lavoro non nomina il sito; Scarlino è indicato nello studio successivo dello stesso gruppo sullo stesso materiale. In serra, Lampis e colleghi hanno poi coltivato la felce per quattro mesi su ceneri e compost, con e senza batteri resistenti all'arsenico isolati dal sito.

Esito In campo gli autori giudicano adatta la consociazione felce-pioppo, ma l'abstract non dà quantità di arsenico rimosso e segnala che servono irrigazione, lavorazione e ammendanti perché le piante attecchiscano. In serra i batteri hanno aumentato la biomassa della felce fino al 45% e l'efficienza di rimozione dell'arsenico dal 13% al 35% in quattro mesi.

Fonti

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.

Specie che in letteratura agiscono su almeno uno dei contaminanti di questa, le più vicine per prime.

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