Caso noto, Jaduguda, Jharkhand (Purbi Singhbhum), India

Miniera di uranio e bacini di sterili di Jadugoda

जादूगोड़ा

Jadugoda, nel Jharkhand, è la prima miniera di uranio dell'India, aperta nel 1967. Gli sterili del trattamento, con uranio, radio e i prodotti della catena di decadimento, sono depositati in bacini accanto a villaggi e gli effetti sulla salute sono contesi fra gestore e residenti.

Fitorimedio

In breve

Attività
dal 1967
Persone coinvolte
35.0001
Matrici
suolo, acque superficiali, sedimenti, aria, organismi viventi
Tipo di sito
miniera, nucleare
  1. Persone coinvolte. Persone che vivono entro 5 km dalle miniere, secondo una fonte citata da Wikipedia; anno non indicato.

Contaminanti

Stato

Messo in sicurezza

La miniera e l'impianto di trattamento sono in esercizio, gestiti dalla società statale UCIL; secondo Wikipedia l'estrazione fu sospesa nel 2014 per una vertenza sui terreni forestali, con ripresa prevista nel 2017. Gli sterili sono trattenuti in bacini; quelli esauriti sono stati coperti con 30 cm di suolo (Soni e Singh 2011). Le misure pubblicate provengono in gran parte da ricercatori del Dipartimento dell'energia atomica indiano.

Storia

Il giacimento fu scoperto nel 1951 e la miniera sotterranea entrò in esercizio nel 1967. Secondo Wikipedia il minerale ha un tenore dello 0,065%, l'impianto ne tratta 2.190 tonnellate al giorno e la miniera fornisce fino a un quarto della materia prima per i reattori indiani. Il concentrato viene spedito al Nuclear Fuel Complex di Hyderabad.

Dopo l'estrazione dell'uranio restano gli sterili, che contengono uranio-238 e i suoi discendenti, tra cui il radio, e vengono scaricati in bacini di decantazione. I problemi tipici di questi depositi sono l'emissione di radon, la dispersione di polveri e la lisciviazione. Sopra la superficie degli sterili l'intensità di dose gamma varia da 0,8 a 3,3 µGy/h e il radon in aria è in media 30 e 23 Bq/m³ sui bacini I e II, scendendo al fondo locale ai margini; nelle acque sotterranee vicine uranio e radio-226 sono simili alla media regionale (Tripathi et al. 2008).

Le piante acquatiche dei corsi d'acqua che ricevono l'effluente trattato accumulano uranio, radio-226 e polonio-210 (Jha et al. 2010, 2013, 2016). Wikipedia riporta, da fonti giornalistiche e di associazioni, che circa 35.000 persone vivono entro 5 km dalle miniere e che gli abitanti denunciano malformazioni e malattie; l'azienda respinge le accuse.

Cronologia

  1. 1951Scoperta del giacimento (Wikipedia).
  2. 1967Entra in esercizio la prima miniera di uranio dell'India.
  3. 2008Pubblicata la valutazione della radioattività ambientale attorno a miniera, impianto e bacini.
  4. 2011Pubblicate le prove di consolidamento vegetale sui bacini coperti.
  5. 2014Estrazione sospesa per una vertenza sui terreni forestali (Wikipedia).

Salute

Tripathi e colleghi (2011) stimano per gli abitanti dei villaggi attorno al complesso una dose media di 2,5 mSv l'anno da tutte le vie di esposizione, per circa metà dovuta all'inalazione di radon e dei suoi discendenti e per il 3% all'ingestione. Non sono stati aperti studi epidemiologici indipendenti; le denunce di malformazioni riportate da Wikipedia provengono da inchieste giornalistiche.

Bonifica

  1. —copertura (capping)Copertura dei bacini di sterili esauriti con 30 cm di suolo (Soni e Singh 2011).

Piante e funghi in questo sito

FitorimedioPieno campo

Jatropha gossypifolia, Furcraea foetida, Saccharum spontaneum, Pogostemon benghalense

Fitostabilizzazione dei bacini coperti: sette specie autoctone di origine forestale, scelte perché prive di uso locale e con basso assorbimento di uranio, sono state coltivate per due anni sia sul bacino sia fuori sito. L'abstract nomina quattro delle sette specie.

Esito L'uranio decresceva nell'ordine sterili > suolo di copertura > radici > parti aeree. In Jatropha gossypifolia e Furcraea foetida era sotto il limite di rilevabilità; Saccharum spontaneum e Pogostemon benghalense ne assorbivano di più.

FitorimedioProposta

Pistia sp., Jussiaea sp.

Indagine, non prova: l'uranio è stato misurato in alghe, piante galleggianti e piante radicate nei corsi d'acqua e negli stagni dentro e attorno all'area dei bacini. Gli autori indicano alghe filamentose, Jussiaea e Pistia come candidate per il fitorisanamento dei corsi d'acqua che ricevono l'effluente.

Esito L'uranio nelle alghe filamentose era correlato a quello dell'acqua (r = 0,86) e quello nelle piante radicate a quello del substrato (r = 0,88).

Dalla letteratura

Specie che in almeno uno studio hanno agito su uno dei contaminanti di questo sito. L'elenco è automatico e non tiene conto del suolo, delle concentrazioni o del clima del sito.

Piante

Funghi

Le altre sono nelle pagine dei contaminanti.

Nei dintorni

Fonti

  1. Tripathi R.M. et al. Assessment of environmental radioactivity at uranium mining, processing and tailings management facility at Jaduguda, India, Applied Radiation and Isotopes, 2008
  2. Tripathi R.M. et al. Radiation dose to members of public residing around uranium mining complex, Jaduguda, Jharkhand, India, Radiation Protection Dosimetry, 2011
  3. Jha V.N. et al. Uptake of uranium by aquatic plants growing in fresh water ecosystem around uranium mill tailings pond at Jaduguda, India, Science of the Total Environment, 2016
  4. Soni P., Singh L. Ecotechnological approach for consolidation of uranium tailings, Journal of Environmental Science & Engineering, 2011
  5. Jaduguda uranium mine, Wikipedia, 2026

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.