Sito di Interesse Nazionale, Napoli, Campania, Italia

Napoli Orientale

Zona industriale orientale di Napoli, con depositi e impianti petroliferi, officine, piccole imprese e una fascia costiera con centrale e depuratore dismessi. La falda ha una contaminazione diffusa da solventi clorurati; nei suoli metalli, idrocarburi, IPA e PCB.

In breve

Superficie
830 ha a terra, 1385 ha in acqua1
Matrici
suolo, acque sotterranee, sedimenti
Tipo di sito
petrolio, petrolchimica, porto, centrale elettrica, chimica
  1. Superficie. Scheda MASE del 2021: circa 830 ettari a terra e 13,85 km² di area marina. Il perimetro è stato ridefinito con D.M. 20 dicembre 2024; la nuova superficie non è stata verificata.

Contaminanti

Stato

In caratterizzazione

L'Accordo di Programma del 15 novembre 2007 è scaduto e nel 2021 era in definizione un nuovo atto per disciplinare le risorse disponibili (scheda MASE, 2021). Non è stata reperita una percentuale ufficiale aggiornata di aree caratterizzate o bonificate.

Storia

Le attività industriali nell'area orientale di Napoli sono iniziate ai primi del Novecento. Il Ministero distingue quattro macro-aree: il polo petrolifero (aziende petrolchimiche, meccaniche e dei trasporti); Gianturco, con manifatture, commercio all'ingrosso e officine; Pazzigno, con piccole imprese; e la fascia litoranea tra il porto e San Giovanni a Teduccio, dove si trovano la centrale termoelettrica di Vigliena e il depuratore di San Giovanni, entrambi dismessi.

Le indagini hanno riscontrato nel suolo superficiale e profondo metalli (mercurio, piombo, zinco, berillio, rame, cromo) e composti organici (idrocarburi, IPA, PCB) oltre le soglie di legge. Nelle acque di falda la contaminazione è diffusa e marcata, dovuta soprattutto a composti alifatici clorurati; ferro e manganese sono elevati in tutto il sito.

Il SIN è stato individuato dalla legge 426/1998 e perimetrato a fine 1999. Un Accordo di Programma per messa in sicurezza e bonifica è stato firmato nel 2007 ed è poi scaduto.

Cronologia

  1. 1998La legge 426/1998 individua Napoli Orientale tra i siti di interesse nazionale.
  2. 1999Perimetrazione con Ordinanza Commissariale del Sindaco di Napoli (29 dicembre).
  3. 2007Accordo di Programma per messa in sicurezza e bonifica (15 novembre).
  4. 2024Perimetro ridefinito con D.M. 20 dicembre 2024.

Dalla letteratura

Specie che in almeno uno studio hanno agito su uno dei contaminanti di questo sito. L'elenco è automatico e non tiene conto del suolo, delle concentrazioni o del clima del sito.

Piante

  • Medicago sativaErba medicaPoliclorobifeniliIdrocarburi petroliferiIdrocarburi policiclici aromaticiEvidenza: campo
  • Agrostis capillarisCappellini comuniPiomboZincoEvidenza: campo
  • Festuca rubraFestuca rossaPiomboZincoEvidenza: campo
  • Lolium perenneLoietto ingleseIdrocarburi policiclici aromaticiIdrocarburi petroliferiEvidenza: campo
  • Paulownia tomentosaPauloniaPiomboIdrocarburi petroliferiEvidenza: campo
  • Populus × canadensisPioppo canadese (P. deltoides × P. nigra)Solventi clorurati (TCE, PCE, cloroformio)ZincoEvidenza: campo

Funghi

Le altre sono nelle pagine dei contaminanti.

Nei dintorni

Fonti

  1. Scheda SIN Napoli Orientale (copia d'archivio), MASE, 2021
  2. Riferimenti normativi per i Siti di bonifica di Interesse Nazionale (agg. 31 dicembre 2025), ISPRA, 2025

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.