Caso noto, Bitterfeld-Wolfen, Sachsen-Anhalt, Germania

Bitterfeld-Wolfen

Uno dei più antichi poli chimici del mondo, tra miniere di lignite a cielo aperto usate poi come discariche. Ha lasciato una contaminazione regionale della falda da solventi clorurati, clorobenzeni e residui di pesticidi, ed è stato il banco di prova tedesco per barriere reattive e zone umide artificiali.

FitorimedioBiorisanamento microbico

In breve

Superficie
2500 ha a terra1
Matrici
acque sotterranee, suolo, acque superficiali
Tipo di sito
chimica, agrochimica, miniera, discarica
  1. Superficie. Circa 25 km² di falda contaminata a scala regionale, per un volume di circa 200 milioni di m³ (dato dei progetti SAFIRA, letto da estratto di ricerca).

Contaminanti

Stato

Messo in sicurezza

La contaminazione della falda è troppo estesa per essere rimossa: viene sorvegliata con circa 250 pozzi di osservazione (Wycisk et al. 2006) e gestita in base al rischio. Non abbiamo trovato una fonte ufficiale aggiornata su costi e stato dei lavori.

Storia

La produzione di composti clorurati cominciò alla fine dell'Ottocento con l'elettrolisi cloro-soda; nel 1895 a Wolfen fu costruita una fabbrica di coloranti dell'Agfa. Per oltre un secolo l'industria chimica convisse con l'estrazione della lignite, che abbassò e sconvolse le falde. A nord-ovest di Bitterfeld diverse miniere esaurite furono riempite di rifiuti chimici durante la DDR: la sola discarica «Antonie» contiene circa 6 milioni di tonnellate di residui, compresi gli scarti della produzione di lindano e DDT.

Le discariche non sono sigillate e la falda, nei due acquiferi sovrapposti, contiene una miscela di circa 180 sostanze organiche. Tra le più frequenti: tetraclorometano, tricloroetilene (fino a 21.000 µg/l), cis-dicloroetilene, cloruro di vinile (fino a 41.000 µg/l), monoclorobenzene (fino a 23.000 µg/l) e benzene.

Il centro di ricerca UFZ ha usato Bitterfeld come sito modello del progetto SAFIRA, con un impianto pilota per provare reattori e barriere in condizioni reali di falda.

Cronologia

  1. 1895L'Agfa costruisce una fabbrica di coloranti a Wolfen.
  2. 2006Pubblicato il modello 3D della falda contaminata e delle vie di esposizione (Wycisk et al.).
  3. 2008Pubblicati i risultati della zona umida pilota per i clorobenzeni.

Bonifica

  1. —monitoraggio e trattamento pilotaRete di monitoraggio regionale e impianto pilota SAFIRA con reattori anaerobici e aerobici e carbone attivo.

Piante e funghi in questo sito

FitorimedioProva pilota in campo

Phragmites australis

Zona umida artificiale pilota a flusso sommerso orizzontale, piantata a cannuccia di palude e alimentata con acqua di falda del sito (20 mg/l di monoclorobenzene, 0,19 mg/l di 1,2-diclorobenzene, 0,25 mg/l di 1,4-diclorobenzene), a confronto con una vasca non piantata.

Esito Dopo 2 m di percorso la vasca piantata rimuoveva in media il 48% del monoclorobenzene e il 38% dell'1,4-diclorobenzene; quella non piantata richiedeva il doppio della distanza. Nessuna rimozione dell'1,2-diclorobenzene. Sono stati trovati batteri aerobi degradatori.

Dalla letteratura

Specie che in almeno uno studio hanno agito su uno dei contaminanti di questo sito. L'elenco è automatico e non tiene conto del suolo, delle concentrazioni o del clima del sito.

Piante

  • Cucurbita pepoZucchina, zuccaDDT e derivatiEvidenza: campo
  • Populus × generosaPioppo ibrido (P. trichocarpa × P. deltoides)Solventi clorurati (TCE, PCE, cloroformio)Evidenza: campo
  • Ricinus communisRicinoDDT e derivatiEvidenza: serra
  • Populus × canadensisPioppo canadese (P. deltoides × P. nigra)Solventi clorurati (TCE, PCE, cloroformio)Evidenza: laboratorio

Funghi

Nei dintorni

Fonti

  1. Wycisk P. et al. Exposure route assessment of groundwater pollutants from multi-source contaminated mega sites – a case study. Organohalogen Compounds 68, UFZ / Martin-Luther-Universität Halle, 2006
  2. Treatment of chlorobenzene-contaminated groundwater in a pilot-scale constructed wetland (publication record), TU Dresden, 2008
  3. SAFIRA II Project Compartment Transfer – CoTra, UFZ
  4. Bitterfeld-Wolfen, Wikipedia, 2026

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.