Sito di Interesse Nazionale, Cengio (Savona), Liguria / Piemonte, Italia
Cengio e Saliceto
Lo stabilimento ACNA di Cengio, sull'ansa della Bormida al confine tra Liguria e Piemonte: dinamite dal 1882, poi coloranti e intermedi organici fino al 1999. Circa 1,5 milioni di m³ di materiali contaminati sono stati confinati in modo permanente dentro il sito.
In breve
- Stato
- Messo in sicurezza
- Superficie
- 331 ha a terra1
- Attività
- 1882–1999
- Persone coinvolte
- 34.877 (2019)2
- Matrici
- suolo, acque sotterranee, acque superficiali
- Tipo di sito
- chimica, coloranti, esplosivi, discarica
- Superficie. 331 ha è una stima ISPRA sulla geometria pubblicata in Gazzetta Ufficiale: il dato ufficiale è in verifica al Ministero (giugno 2024). Eni Rewind indica circa 1.612 ha per l'intero SIN, che comprende l'alveo della Bormida di Millesimo (zone A, B e C). Lo stabilimento occupa 77 ha. Perimetro del DM 20/10/1999, ridefinito con DM 17/10/2024, che include nella zona A l'area Merlo.
- Persone coinvolte. Residenti nei 32 comuni del sito, Censimento 2019, da SENTIERI Sesto Rapporto.
Contaminanti
Stato
Messo in sicurezza
Sui 77 ha dello stabilimento: suolo caratterizzato e con progetto approvato al 100%, procedimento concluso sul 56%; falda caratterizzata e con progetto approvato al 100%, nessun procedimento concluso (ISPRA, giugno 2024). La messa in sicurezza permanente della zona A1 è stata realizzata tra il 2018 e il 2021; secondo Eni Rewind (2025) i suoli sono conclusi e la falda è in monitoraggio post operam, con 45 pozzi di emungimento.
Storia
Nel 1882 a Cengio si insedia un dinamitificio. Dal 1908 si producono acido solforico, oleum e tritolo; nel 1925 lo stabilimento è convertito alla produzione di coloranti e nel 1929 nasce l'ACNA, passata poi a Montecatini (1931), Montedison (1964), Enimont (1988) ed Enichem (1991). La produzione termina nel gennaio 1999.
Nei suoli sono documentati metalli pesanti, ammine aromatiche, composti aromatici alogenati, clorobenzeni, esaclorobenzene, fenoli, nitrobenzeni, IPA, PCB, diossine e composti naftalensolfonici e antrachinonsolfonici; in falda alluminio, arsenico, ferro, manganese, piombo e naftalensolfonici. Il perimetro del 1999 distingue una zona A ad alto rischio (stabilimento, discarica di Pian Rocchetta e alveo della Bormida fino a monte di Saliceto) e le zone B e C lungo il fiume.
Con l'Accordo di programma del 2000 tra ACNA, ministeri, Regioni e Commissario delegato lo stabilimento è stato diviso in quattro zone: A1 (deposito dei materiali), A2 (impianti), A3 (golena) e A4 (Pian Rocchetta). I lagoons di A1, bacini dei reflui salini, sono stati svuotati; circa 1,5 milioni di m³ di materiali rimossi dalle zone A2, A3 e A4 sono stati collocati in A1, chiusa con un capping. Verso il fiume corre per 2.500 m un diaframma in cemento-bentonite immorsato nella marna, sormontato da un muro in calcestruzzo alto in media 5 m.
La zona A4 è stata certificata nel 2010–2012 e la A2 nel 2010; per le aree golenali un addendum al progetto è stato approvato nel 2023. La procedura d'infrazione europea, legata alla mancata valutazione d'impatto ambientale, è stata chiusa nel giugno 2020 dopo una VIA postuma. Dal 2017 un protocollo tra Regioni, ARPA ed Eni Rewind controlla le acque della Bormida: ARPA Piemonte riferisce che le soglie di attenzione non sono mai state superate. Eni Rewind dichiara una spesa di 497 milioni di euro a fine 2025.
Cronologia
- 1882Si insedia il dinamitificio di Cengio.
- 1925Conversione alla produzione di coloranti; nel 1929 nasce l'ACNA.
- 1988Le attività passano a Enimont e viene avviato il piano di risanamento.
- 1998La legge 426/1998 dichiara Cengio e Saliceto sito di interesse nazionale.
- 1999Gennaio: fine della produzione. Perimetrazione con DM 20/10/1999.
- 2000Accordo di programma: lo stabilimento è diviso nelle zone A1–A4.
- 2006Il Commissario delegato approva un progetto di bonifica per ciascuna zona.
- 2010Certificate la zona A2 e la parte ligure di Pian Rocchetta (A4); la parte piemontese nel 2012.
- 2020VIA postuma conclusa ad aprile; a giugno la Commissione europea chiude la procedura d'infrazione.
- 2024Il DM 17 ottobre 2024 ridefinisce il perimetro e include l'area Merlo.
Salute
SENTIERI, Sesto Rapporto (2023; 32 comuni della valle, mortalità 2013–2017, ricoveri 2014–2018): eccesso di malattie circolatorie in entrambi i generi e di malattie digerenti nelle femmine; difetto di tumori nei maschi. Tra le cause legate a priori agli impianti chimici, tumore dello stomaco in eccesso nelle femmine in mortalità e ricoveri, già osservato in entrambi i generi nei rapporti precedenti. Nelle femmine, mesotelioma pleurico: 6 decessi, SMR 270 (IC90% 140–522); tumori maligni della pleura: 10 ricoverate, SHR 320 (IC90% 191–535), senza fonte ambientale di amianto identificata. Ricoveri per tutte le cause sopra l'atteso in età 0–19 e 20–29 anni.
Bonifica
- 2006scavoSvuotamento dei lagoons della zona A1 e rimozione di circa 1,5 milioni di m³ di materiali contaminati dalle zone A2, A3 e A4.
- 2006contenimentoDiaframma plastico in cemento-bentonite lungo 2.500 m, immorsato nella marna, con muro in calcestruzzo fuori terra contro le piene della Bormida.
- 2018copertura (capping)Messa in sicurezza permanente della zona A1, deposito dei materiali rimossi (2018–2021).
- 2006pump and treat (emungimento e trattamento)Rete di 45 pozzi collegata all'impianto di trattamento acque del sito; 473.021 m³ trattati nel 2024.
Piante e funghi in questo sito
FitorimedioPieno campo, pubbl. 2010
Polygonum aviculare
Censimento della vegetazione spontanea sulla collina A5, una discarica dello stabilimento con contaminazione da più metalli. Specie, biodiversità e stato di salute delle piante sono stati messi in relazione con i metalli nel suolo in quattro aree della collina e con l'accumulo in fusti e radici. È uno studio di selezione di piante autoctone, non una prova di bonifica.
Esito Polygonum aviculare ha iperaccumulato mercurio nella parte aerea; diverse specie accumulavano contemporaneamente più di due metalli in fusto e radice.
MicorimedioPieno campo, pubbl. 2006
Solidago gigantea, Glomus spp.
Studio dei funghi micorrizici arbuscolari nelle radici di Solidago gigantea cresciuta sulle colline di rifiuti dello stabilimento, coperte circa 25 anni prima con suolo non contaminato per permettere la rivegetazione. Colonizzazione osservata al microscopio e funghi identificati con PCR-RFLP e sequenziamento del 18S rDNA. L'abstract parla di metalli pesanti senza elencarli: i bersagli indicati qui sono quelli documentati per il sito.
Esito Colonizzazione modesta ma con strutture fungine normali; 14 tipi di funghi micorrizici, in prevalenza Glomus, tre presenti in tutte le aree. Gli autori concludono che la copertura con suolo ha ricostituito una comunità micorrizica capace di proliferare in un suolo ancora contaminato.
Biorisanamento microbicoLaboratorio, con suolo del sito, pubbl. 2014
Methylobacterium populi
Da suolo dell'ex ACNA sono stati isolati quattordici ceppi batterici capaci di crescere su una miscela di xenobiotici come unica fonte di carbonio. Il migliore, Methylobacterium populi VP2, è stato caratterizzato anche per le attività di promozione della crescita vegetale. In uno studio precedente (2005) altri autori avevano usato le comunità batteriche del suolo dentro e fuori lo stabilimento come bioindicatori, isolando ceppi che usano la 2,4-dicloroanilina.
Esito M. populi VP2 degrada IPA, produce acido indolacetico e siderofori, solubilizza fosfati, forma biofilm in presenza di fenantrene e attenua lo stress da fenantrene nei semi di pomodoro. Nessuna prova in campo.
- Ventorino V. et al., Methylobacterium populi VP2: plant growth-promoting bacterium isolated from a highly polluted environment for PAH biodegradation, The Scientific World Journal 2014:931793, 2014
- Avidano L. et al., Characterization of soil health in an Italian polluted site by using microorganisms as bioindicators, Applied Soil Ecology 30(1):21-33, 2005
Dalla letteratura
Specie che in almeno uno studio hanno agito su uno dei contaminanti di questo sito. L'elenco è automatico e non tiene conto del suolo, delle concentrazioni o del clima del sito.
Piante
- Agrostis capillarisCappellini comuniEvidenza: campo
- Cucurbita pepoZucchina, zuccaPoliclorobifeniliDiossine e furaniEvidenza: campo
- Festuca rubraFestuca rossaEvidenza: campo
- Medicago sativaErba medicaPoliclorobifeniliIdrocarburi policiclici aromaticiEvidenza: campo
- Populus albaPioppo biancoEvidenza: campo
- Pteris vittataPteride a foglie lungheEvidenza: campo
Funghi
- Phanerochaete chrysosporiumFenoli e clorofenoliPoliclorobifeniliDiossine e furaniEvidenza: campo
- Trametes versicolorCoda di tacchinoFenoli e clorofenoliIdrocarburi policiclici aromaticiEvidenza: campo
- Funneliformis mosseaeIdrocarburi policiclici aromaticiEvidenza: serra
- Rhizophagus irregularisEvidenza: serra
- Pisolithus albusEvidenza: serra
- Aspergillus nigerMuffa neraEvidenza: laboratorio
Le altre sono nelle pagine dei contaminanti.
Nei dintorni
SIN, Cogoleto e Arenzano (Genova), Liguria
Cogoleto - Stoppani
36 km
SIN, Serravalle Scrivia (AL), Piemonte
Serravalle Scrivia (ex Ecolibarna)
64 km
- Idrocarburi petroliferi
- Rifiuti misti
Italia, Serravalle Scrivia (Alessandria), Piemonte
Serravalle Scrivia (terreno accanto allo stabilimento KME)
64 km
FitorimedioMicorimedio
Italia, Spinetta Marengo, Alessandria, Piemonte
Spinetta Marengo (polo chimico Solvay, oggi Syensqo)
66 km
- Sostanze perfluoroalchiliche
- Solventi clorurati (TCE, PCE, cloroformio)
- Fluoruri
Fonti
- Siti contaminati di interesse nazionale (indicatore, dati a giugno 2024), ISPRA, 2024
- Riferimenti normativi per i SIN (aggiornamento 31 dicembre 2025), ISPRA, 2025
- Il SIN di Cengio e Saliceto (scheda del Dipartimento territoriale di Cuneo), ARPA Piemonte, 2024
- I nostri interventi ambientali a Cengio e Saliceto, Eni Rewind, 2025
- SENTIERI. Sesto Rapporto, Epidemiologia & Prevenzione 47(1-2) Suppl 1 (scheda Cengio e Saliceto, pp. 64-65; SENTIERI6_Siti_informazioni), Istituto Superiore di Sanità / Epidemiologia & Prevenzione, 2023
- Cengio (coordinate del comune), Wikipedia, 2026
Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.