Caso noto, Karabaš, Chelyabinsk Oblast, Russia
Karabaš
Карабаш
Cittadina degli Urali meridionali cresciuta attorno a una fonderia di rame in funzione dal 1910. Più di un secolo di fumi solforosi e polveri metalliche ha spogliato i versanti attorno alla città e contaminato suolo e acque; nel 1996 fu dichiarata zona di disastro ecologico.
In breve
- Stato
- Nessun intervento
- Attività
- dal 1910
- Persone coinvolte
- 10.339 (2023)1
- Matrici
- aria, suolo, acque superficiali, acque sotterranee
- Tipo di sito
- fonderia, miniera
- Persone coinvolte. Popolazione stimata della città (Wikipedia); erano 17.006 al censimento del 1989.
Contaminanti
Stato
Nessun intervento
La fonderia è in attività; dal 2004 è gestita dalla Russian Copper Company, che ne ha avviato l'ammodernamento. Nel 2009 il ministero ha tolto Karabaš dall'elenco delle città più inquinate e nel 2020 l'ente di vigilanza Rosprirodnadzor ha posto l'impianto sotto controllo speciale per violazioni. Nelle fonti consultate (2026) non risultano interventi di bonifica dei suoli già contaminati; il dato va verificato.
Storia
L'attuale fonderia di rame di Karabaš fu costruita nel 1910 da una società per azioni inglese guidata da Leslie Urquhart; nel 1915 forniva un terzo del rame fuso in Russia. Per decenni i gas di fusione sono usciti senza trattamento: nel 1996 le emissioni di anidride solforosa superavano le 118.000 tonnellate l'anno, circa 7 tonnellate per abitante. La Wikipedia russa indica oltre 14 milioni di tonnellate di emissioni nocive complessive fino al 1989.
Le autorità sovietiche chiusero l'impianto nel novembre 1989; nel 1998 fu rilevato da privati e riavviato. Il 25 giugno 1996 il Ministero delle risorse naturali classificò Karabaš e il territorio circostante come zona di disastro ecologico.
Secondo i dati riportati dalla Wikipedia russa, in suolo, acque superficiali e sotterranee rame, piombo, arsenico e manganese superano i limiti di centinaia di volte, e mercurio, cadmio, nichel e antimonio di alcune volte; anche i solfati sono elevati. Il fiume Sak-Elga riceve il dilavamento e gli scarichi industriali e porta le acque al bacino di Argazi, che alimenta l'acquedotto di Čeljabinsk. Sui versanti del monte sopra la città la vegetazione non è ricresciuta.
Cronologia
- 1910Costruita l'attuale fonderia di rame.
- 1989Novembre: le autorità sovietiche chiudono la fonderia.
- 199625 giugno: Karabaš è dichiarata zona di disastro ecologico.
- 1998L'impianto, passato a privati, riprende la produzione.
- 2004La Russian Copper Company rileva la fonderia e avvia l'ammodernamento.
- 2020Rosprirodnadzor pone la fonderia sotto controllo speciale per violazioni ambientali.
Salute
Uno studio sanitario regionale del 1994, riportato da Wikipedia, trovò tra i bambini di Karabaš malformazioni congenite 3,5 volte più frequenti, malattie della pelle 2,7 volte e disturbi digestivi 2,1 volte più frequenti rispetto al riferimento. Lo studio originale non è stato consultato.
Bonifica
- 2004controllo delle emissioniAmmodernamento graduale della produzione da parte della Russian Copper Company per ridurre le emissioni.
Dalla letteratura
Specie che in almeno uno studio hanno agito su uno dei contaminanti di questo sito. L'elenco è automatico e non tiene conto del suolo, delle concentrazioni o del clima del sito.
Piante
- Cannabis sativaCanapaEvidenza: campo
- Eichhornia crassipesGiacinto d'acquaEvidenza: campo
- Phytolacca americanaFitolacca americana, uva turcaEvidenza: campo
- Pteris vittataPteride a foglie lungheEvidenza: campo
- Ricinus communisRicinoEvidenza: campo
- Robinia pseudoacaciaRobinia, acaciaEvidenza: campo
Funghi
- Funneliformis mosseaeEvidenza: serra
- Paxillus involutusPaxillo involutoEvidenza: serra
- Pisolithus albusEvidenza: serra
- Rhizophagus irregularisEvidenza: serra
- Aspergillus nigerMuffa neraEvidenza: laboratorio
- Mucor circinelloidesEvidenza: laboratorio
Le altre sono nelle pagine dei contaminanti.
Nei dintorni
Fonti
- Karabash, Chelyabinsk Oblast, Wikipedia, 2026
- Карабашмедь, Wikipedia (ru), 2026
- Карабаш, Wikipedia (ru), 2026
Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.