Caso noto, Faujdarhat, Chattogram (Sitakunda Upazila), Bangladesh

Cantieri di demolizione navale di Sitakunda (Chittagong)

সীতাকুণ্ড জাহাজ ভাঙ্গা এলাকা

Lungo la costa di Sitakunda, a nord-ovest di Chittagong, le navi vengono arenate e demolite sulla spiaggia. I sedimenti intertidali contengono IPA e metalli, e uno studio del 2024 ha trovato piombo, cadmio e arsenico nei suoli agricoli e nelle colture attorno ai cantieri.

In breve

Attività
dal 1974
Matrici
sedimenti, acque superficiali, suolo, organismi viventi
Tipo di sito
demolizione navale, porto
  1. Superficie. I cantieri occupano una fascia costiera di 18 km (Wikipedia). Lo studio di Islam et al. (2024) ha campionato suoli e colture su 1.221 km² attorno ai cantieri: è l'area indagata, non un'area contaminata delimitata.

Contaminanti

Stato

Nessun intervento

I cantieri sono in attività e le fonti consultate non riportano interventi di bonifica dei sedimenti o dei suoli. I campionamenti pubblicati nel 2022 e nel 2024 trovano metalli e IPA oltre i limiti di riferimento.

Storia

Secondo Wikipedia l'attività nacque per caso: nel 1960 un ciclone arenò a Sitakunda la nave greca M D Alpine, demolita sul posto dal 1965; la demolizione commerciale cominciò nel 1974, quando un'impresa locale comprò come rottame la nave pakistana Al Abbas. Fra il 2004 e il 2008 quello di Chittagong fu il più grande polo di demolizione del mondo; nel 2009 i cantieri erano 40.

Le navi vengono tagliate nella zona intertidale. Nei sedimenti superficiali davanti ai cantieri la somma di 16 IPA andava da 1.899 a 156.800 ng/g di peso secco, con prevalenza di composti ad alto peso molecolare di origine pirolitica (Barua et al. 2024). In 60 campioni di sedimento le medie erano 121,9 mg/kg di cromo, 65,3 di piombo, 32,5 di arsenico e 4,8 di cadmio; anche nell'acqua i quattro metalli superavano i limiti raccomandati (Ali et al. 2022).

La contaminazione non si ferma alla spiaggia. Fra il 2019 e il 2020 Islam e colleghi hanno misurato sedici elementi in suoli, riso e ortaggi: in quattro siti esposti piombo, cadmio, arsenico, vanadio, cromo, rame, zinco, stagno e altri erano più alti che nel sito di controllo, e nel 30–50% dei suoli gli indici indicavano contaminazione da moderata a elevata per piombo, zinco, cadmio, arsenico e selenio.

Cronologia

  1. 1960Un ciclone arena a Sitakunda la nave greca M D Alpine (Wikipedia).
  2. 1974Comincia la demolizione commerciale con la nave Al Abbas (Wikipedia).
  3. 2004Fino al 2008 è il più grande polo di demolizione navale del mondo (Wikipedia).
  4. 2019Campagna 2019–2020 su suoli e colture in 1.221 km² attorno ai cantieri.
  5. 2024Pubblicati i dati sugli IPA nei sedimenti intertidali.

Salute

L'analisi di rischio di Islam et al. (2024) indica che arsenico inorganico (stimato), cadmio e piombo nelle colture alimentari possono comportare un rischio per la salute di chi le consuma. Non sono stati trovati studi epidemiologici sulla popolazione. Secondo un gruppo di controllo locale citato da Wikipedia, in media muore un lavoratore alla settimana.

Dalla letteratura

Specie che in almeno uno studio hanno agito su uno dei contaminanti di questo sito. L'elenco è automatico e non tiene conto del suolo, delle concentrazioni o del clima del sito.

Piante

Funghi

Le altre sono nelle pagine dei contaminanti.

Nei dintorni

Fonti

  1. Barua S. et al. Polycyclic aromatic hydrocarbons in ship breaking area and associated ecological risk assessment: evidence from the Sitakund ship-breaking area in Bangladesh, Environmental Science and Pollution Research, 2024
  2. Ali M.M. et al. Toxic metal pollution and ecological risk assessment in water and sediment at ship breaking sites in the Bay of Bengal Coast, Bangladesh, Marine Pollution Bulletin, 2022
  3. Islam M.N. et al. Uncovering the impact of mega-scale shipbreaking yards on soil and crop quality in Bangladesh: a spatiotemporal dynamics and associated health risks of metal/loid contamination, Journal of Hazardous Materials, 2024
  4. Chittagong Ship Breaking Yard, Wikipedia, 2026

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.