Sito di Interesse Nazionale, Colleferro, Anagni, Ceccano, Frosinone e altri 15 comuni (Roma, Frosinone), Lazio, Italia

Bacino del Fiume Sacco

Valle fluviale del Lazio meridionale contaminata dal beta-esaclorocicloesano, residuo della produzione di lindano nel polo chimico di Colleferro, trasportato dal fiume sui terreni ripariali e arrivato nel latte e nel sangue dei residenti. L'emergenza è stata dichiarata nel 2005.

Fitorimedio

In breve

Superficie
7200 ha a terra1
Attività
dal 1900
Matrici
suolo, acque sotterranee, sedimenti, acque superficiali, organismi viventi
Tipo di sito
chimica, agrochimica, militare, amianto, smaltimento illegale, discarica
  1. Superficie. Circa 7.200 ettari in 19 comuni delle province di Roma e Frosinone (scheda MASE, 2021; perimetro del D.M. 22 novembre 2016). SENTIERI (2023) riporta 7.235 ettari.

Contaminanti

Stato

In caratterizzazione

Accordo di programma tra Ministero e Regione Lazio firmato nel 2019, con un atto integrativo che prevede la definizione dei valori di fondo naturale per suoli e acque (scheda MASE, 2021). Non è stata reperita una percentuale ufficiale aggiornata di aree caratterizzate o bonificate.

Storia

A Colleferro l'industria bellica Bombrini Parodi Delfino (BPD) crebbe dagli anni Dieci e Venti producendo esplosivi (tritolo, nitrocellulosa) e intermedi chimici. Dopo la guerra si riconvertì alla chimica industriale e agricola: la «Divisione prodotti chimici» produceva esaclorocicloesano e lindano, esteri fosforici, ossicloruro di rame e altri insetticidi come Aldrin, Clordano, DDT ed Endrin. Negli anni Sessanta nacque il Nucleo di Industrializzazione della Valle del Sacco; oggi le aziende sono oltre 200, molte a ridosso del fiume.

Nel 2005 un campione di latte di un'azienda bovina di Gavignano risultò contenere beta-esaclorocicloesano (β-HCH) oltre il limite comunitario di 0,003 mg/kg. Fu dichiarato lo stato di emergenza, prorogato fino al 2012 ed esteso dalle aree di Colleferro, Segni e Gavignano ai terreni agricoli e ripariali lungo il fiume fino a Ceprano e Falvaterra. Il β-HCH è molto resistente alla degradazione e si accumula nelle piante e nei tessuti animali; l'uso del lindano è vietato dal 2001.

Altri problemi sono i solventi clorurati nelle acque sotterranee, metalli e metalloidi in suoli e falda (in parte di origine naturale, per la natura vulcanica dei terreni), manufatti in cemento-amianto e rifiuti abbandonati.

Nel 2013 il sito fu declassato e affidato alla Regione; il TAR del Lazio annullò la decisione nel 2014 e il nuovo perimetro nazionale è del 2016.

Cronologia

  1. 1936La BPD di Colleferro avvia piani di ampliamento verso Ceccano.
  2. 2001Vietato l'uso del lindano.
  3. 2005β-HCH oltre i limiti nel latte a Gavignano; stato di emergenza (D.P.C.M. 19 maggio); la legge 248/2005 individua il SIN.
  4. 2008Prima perimetrazione (D.M. 31 gennaio 2008).
  5. 2012Termina lo stato di emergenza (31 ottobre).
  6. 2013Il D.M. 11 gennaio 2013 trasferisce il sito alla Regione Lazio.
  7. 2014Il TAR Lazio (sentenza 7586) annulla il declassamento.
  8. 2016Nuova perimetrazione nazionale (D.M. 22 novembre).
  9. 2019Accordo di programma tra Ministero dell'Ambiente e Regione Lazio.

Salute

SENTIERI, Sesto Rapporto (2023; mortalità 2013-2017, ricoveri 2014-2018, riferimento regionale): eccessi di mortalità in entrambi i generi per tutte le cause e per le malattie del sistema circolatorio. Tra le cause associate a priori alle esposizioni del sito, nei maschi eccesso per tumore maligno dello stomaco e per tumore del testicolo (cinque casi). Tra 0 e 29 anni si osserva un eccesso di mortalità per tutti i tumori, associato alle leucemie, basato su pochi casi.

Piante e funghi in questo sito

FitorimedioPieno campo

Populus spp.

Il CNR (Bianconi, Massacci e colleghi) ha applicato in un suolo agricolo contaminato tre cloni di pioppo preselezionati e due microrganismi del suolo capaci di degradare l'HCH, cercando la combinazione con la massima riduzione di HCH nel suolo, la minima contaminazione della pianta e la massima produzione di biomassa per energia.

Esito Secondo gli autori i tre obiettivi si possono ottenere insieme in un clone specifico inoculato con un batterio degradatore selezionato. La scheda consultata non riporta le percentuali di riduzione. Un altro studio ha trovato HCH, soprattutto β-HCH, nel legno di pioppi cresciuti vicino al Sacco: l'uso di questa biomassa va quindi valutato.

Dalla letteratura

Specie che in almeno uno studio hanno agito su uno dei contaminanti di questo sito. L'elenco è automatico e non tiene conto del suolo, delle concentrazioni o del clima del sito.

Piante

Funghi

Le altre sono nelle pagine dei contaminanti.

Nei dintorni

Fonti

  1. Scheda SIN Bacino del fiume Sacco (copia d'archivio), MASE, 2021
  2. Riferimenti normativi per i Siti di bonifica di Interesse Nazionale (agg. 31 dicembre 2025), ISPRA, 2025
  3. SENTIERI. Sesto Rapporto - Bacino del Fiume Sacco (Epidemiol Prev 2023;47(1-2) Suppl 1), con allegato "Informazioni sui 46 siti studiati", Epidemiologia & Prevenzione / ISS, 2023

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.