Sito di Interesse Nazionale, Venezia, Veneto, Italia

Venezia (Porto Marghera)

Grande zona industriale e portuale sulla gronda della laguna di Venezia, cresciuta dal 1917 su terreni ottenuti anche con rifiuti di lavorazione: chimica, petrolchimica, raffinazione, metallurgia. Suoli di riporto e falde contengono metalli, IPA e composti organoclorurati, tra cui cloruro di vinile e PCB.

FitorimedioBiorisanamento microbico

In breve

Superficie
1618 ha a terra1
Attività
dal 1917
Persone coinvolte
258.685 (2019)2
Matrici
suolo, acque sotterranee, sedimenti, aria
Tipo di sito
petrolchimica, chimica, porto, discarica
  1. Superficie. Perimetro del 2000 ridefinito con DM 24 aprile 2013 e DM 22 dicembre 2016; 1.618 ha a terra (ISPRA, 2024). SENTIERI descrive il sito originario come esteso per circa 5.730 ha, inclusa una parte di laguna.
  2. Persone coinvolte. Residenti del comune di Venezia, censimento 2019 (SENTIERI, Sesto Rapporto).

Contaminanti

Stato

Bonifica in corso

Suolo: caratterizzato 95%, progetto di bonifica o messa in sicurezza approvato 70%, procedimento concluso 28%. Falda: caratterizzata 95%, progetto approvato 61%, concluso 14% (ISPRA, giugno 2024). Nel 2019 ISPRA segnalava tratti di sponda non ancora marginati e aree non ancora collegate all'impianto di Fusina.

Storia

Lo sviluppo della zona industriale di Porto Marghera cominciò nel 1917, come estensione del porto di Venezia per le attività legate a petrolio e carbone. Seguirono chimica, petrolchimica, raffinerie, metallurgia ed elettrometallurgia, produzione di energia. Oggi molte attività sono dismesse, ma Porto Marghera resta uno dei principali distretti chimici italiani.

L'inquinamento ha tre origini, secondo la Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti: l'avanzamento della linea di costa ottenuto con scarti della prima zona industriale, usati come materiale di riempimento; i rilasci incontrollati nei terreni e nelle falde, soprattutto di cloroderivati come CVM e PCB; la ricaduta di quanto emesso in atmosfera. Nei suoli si trovano arsenico, cromo, mercurio, nichel e IPA; nelle falde gli stessi metalli, IPA e composti organoclorurati.

Il sito è SIN dal 1998. Il Master Plan del 2004 lo divide in 15 «macroisole» da confinare con il marginamento delle sponde, che impedisce alle falde contaminate di uscire in laguna; le acque drenate dietro le sponde vanno al Progetto Integrato Fusina, l'impianto che tratta anche i reflui industriali e le acque di pioggia dei siti inquinati. L'Accordo di programma del 16 aprile 2012 ha semplificato le procedure e fissato protocolli operativi, anche per le sperimentazioni di bonifica, che non richiedono autorizzazione preventiva.

Nel 2019 restavano tratti non marginati (per esempio Alcoa ed Enel, di competenza regionale) e aree non ancora collettate a Fusina; i passaggi di proprietà e la difficoltà di individuare i responsabili hanno rallentato i procedimenti.

Cronologia

  1. 1917Comincia lo sviluppo della zona industriale di Porto Marghera, come estensione del porto di Venezia.
  2. 1998La legge 426/1998 individua Venezia (Porto Marghera) tra i primi siti di interesse nazionale.
  3. 2000Il DM 23 febbraio definisce il primo perimetro.
  4. 2004Approvato il Master Plan per la bonifica: 15 macroisole e marginamento delle sponde.
  5. 201216 aprile: Accordo di programma per la bonifica e la riqualificazione ambientale del SIN.
  6. 2013Il DM 24 aprile ridefinisce il perimetro del SIN.
  7. 2019Audizione di ISPRA alla Commissione parlamentare: restano tratti di sponda da marginare.

Salute

SENTIERI, Sesto Rapporto (mortalità 2013–2017, ricoveri 2014–2018; comune di Venezia, 258.685 abitanti): in entrambi i generi sono in eccesso la mortalità generale e quella per tutti i tumori, per i tumori del colon retto, del fegato, del polmone e della vescica, per mesotelioma pleurico e per leucemie; in eccesso anche i ricoveri per malattia epatica cronica e cirrosi (maschi SHR 144, IC90% 131–157; femmine SHR 131, IC90% 116–148). Il rapporto conferma la persistenza degli eccessi per le patologie legate all'amianto. Uno studio del 2020 sui residenti per quartiere (periodo 2000–2014) ha trovato a Marghera i tassi più alti di mortalità per tutti i tumori e per tumore del polmone.

Bonifica

  1. 2004muri di contenimentoMarginamento delle sponde dei canali industriali attorno alle macroisole, a cura del Magistrato alle Acque, dell'Autorità Portuale e della Regione; nel 2019 non ancora completo.
  2. —pump and treat (emungimento e trattamento)Le acque di falda drenate dietro i marginamenti e quelle captate dalle aziende sono inviate al Progetto Integrato Fusina per il trattamento.

Piante e funghi in questo sito

FitorimedioPieno campo

Helianthus annuus, Brassica juncea

Fitoestrazione in situ di cadmio, mercurio e zinco dentro l'area industriale di Porto Marghera, con due colture ad alta biomassa, girasole e senape indiana. Lo studio riporta i primi risultati della prova in corso e le prove in microcosmo e mesocosmo servite a scegliere i trattamenti.

Esito L'uso combinato di EDTA e tiosolfato d'ammonio durante la fitoestrazione ha aumentato l'efficienza di rimozione di Cd, Hg e Zn dal suolo (l'abstract non riporta valori numerici).

Biorisanamento microbicoLaboratorio, con suolo del sito

Microcosmi anaerobici dell'Università di Bologna con sedimenti contaminati da PCB (1,5–2,5 mg/kg) prelevati in tre punti dell'area di Porto Marghera, sospesi in acqua della laguna o in terreno salino e seguiti per mesi. Lo scopo era capire se i batteri già presenti nel sedimento sanno declorurare i PCB invecchiati.

Esito I PCB più clorurati sono diminuiti e si sono accumulati congeneri poco clorurati, spesso orto-sostituiti; la trasformazione era più estesa con l'acqua del sito. In una prova successiva la declorurazione è iniziata dopo cinque mesi, a solfato esaurito, ed è proseguita fino al sedicesimo; i PCB coplanari aggiunti sono stati trasformati per circa il 90%.

Biorisanamento microbicoProva pilota in campo

Compostaggio su scala pilota di un terreno contaminato da nerofumo proveniente dalla zona industriale di Porto Marghera, con circa 200 mg/kg di IPA e pH intorno a 12,8. Il terreno è stato miscelato con fanghi di depurazione e scarti verdi in una vasca chiusa: 60 giorni di aerazione forzata e 70 di aerazione naturale.

Esito Dopo circa 30 giorni di latenza, necessari perché il pH scendesse, gli IPA sono diminuiti fino a una degradazione complessiva dell'ordine del 68% in 130 giorni, più marcata per gli IPA a 2–4 anelli.

Dalla letteratura

Specie che in almeno uno studio hanno agito su uno dei contaminanti di questo sito. L'elenco è automatico e non tiene conto del suolo, delle concentrazioni o del clima del sito.

Piante

Funghi

Le altre sono nelle pagine dei contaminanti.

Nei dintorni

Fonti

  1. Siti contaminati di interesse nazionale (indicatore, dati a giugno 2024), ISPRA, 2024
  2. Riferimenti normativi per i SIN (aggiornamento 31 dicembre 2025), ISPRA, 2025
  3. Audizione sullo stato di avanzamento dei lavori di bonifica nel SIN di Venezia (Porto Marghera), Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, 2 luglio 2019, ISPRA / SNPA, 2019
  4. SENTIERI. Sesto Rapporto. Epidemiologia & Prevenzione 47(1-2) Suppl. 1: risultati Nord-Est (Venezia-Porto Marghera), Istituto Superiore di Sanità / Epidemiologia & Prevenzione, 2023
  5. Guarino C., Sciarrillo R. The effectiveness and efficiency of phytoremediation of a multicontaminated industrial site: Porto Marghera (Venice Lagoon, Italy). Chemosphere 183, Elsevier, 2017

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.