Sito di Interesse Nazionale, Trieste, Muggia, Friuli-Venezia Giulia, Italia

Trieste

La zona industriale e portuale di Trieste e Muggia: la Ferriera di Servola, attiva dal 1896, una raffineria dismessa, impianti chimici e il porto, con un ampio specchio di mare nella baia di Muggia. Sedimenti e suoli portano i segni di oltre un secolo di siderurgia e traffici petroliferi.

In breve

Superficie
190 ha a terra, 1196 ha in acqua1
Attività
dal 1896
Persone coinvolte
214.547 (2019)2
Matrici
suolo, acque sotterranee, sedimenti, aria
Tipo di sito
siderurgia, petrolio, porto, chimica
  1. Superficie. Perimetro del 2003 ridefinito con DM 2 febbraio 2018 e DM 16 marzo 2021; 190 ha a terra e 1.196 ha a mare (ISPRA, giugno 2024). Il punto sulla mappa è la Ferriera di Servola.
  2. Persone coinvolte. Residenti dei comuni di Trieste e Muggia, censimento 2019 (SENTIERI, Sesto Rapporto).

Contaminanti

Stato

Bonifica in corso

Suolo: caratterizzato 99%, progetto di bonifica o messa in sicurezza approvato 53%, procedimento concluso 3%. Falda: caratterizzata 99%, progetto approvato 38%, concluso 3% (ISPRA, giugno 2024). L'area a caldo della Ferriera di Servola è spenta dal 9 aprile 2020 e dal 2021 è in corso la sua riconversione a piattaforma logistica.

Storia

La Ferriera di Servola fu fondata nel 1896 dalla Krainische Industrie Gesellschaft di Lubiana, su un'area di 56 ettari affacciata sul mare. Passò all'ILVA nel 1931, all'Italsider nel 1961, alla Lucchini nel 1995, alla Severstal nel 2005 e al gruppo Arvedi nel 2015. Produceva ghisa; polveri e fumi ricadevano sul quartiere e i residui venivano scaricati anche nello specchio di mare antistante. Nel perimetro del SIN rientrano anche una raffineria, impianti chimici e l'area portuale.

La scheda ministeriale del 2001 indica come problema principale l'inquinamento delle aree delle ex raffinerie e dei depositi di idrocarburi, per lo più costieri (ex Esso, 23,5 ettari, ed ex Aquila, 100 ettari), insieme alla forte contaminazione dei sedimenti portuali; nel porto industriale erano stati misurati idrocarburi totali fino a 107.000 mg/kg di sostanza secca e metalli pesanti. Nei primi mesi del 2000 fu messa in sicurezza l'area più inquinata, di 1.200 m².

La zona nord e nord-est della baia di Muggia è interamente industrializzata. Fino ai primi anni Novanta vi arrivavano scarichi urbani e industriali diretti; nei sedimenti della baia sono state misurate concentrazioni molto alte di metalli pesanti, soprattutto piombo, e gli IPA nei sedimenti del golfo sono più alti nelle immediate vicinanze del porto.

Il sito è SIN dal 2001 e il primo perimetro è del 2003; due decreti, nel 2018 e nel 2021, lo hanno ridisegnato. L'altoforno e il resto dell'«area a caldo» sono stati spenti il 9 aprile 2020 dopo 123 anni. Nel 2021 l'impresa ICOP ha rilevato l'area per bonificarla e trasformarla in un polo logistico al servizio del porto, con un piano di cinque anni e 98 milioni di euro; le ultime strutture sono state demolite il 18 settembre 2022.

Cronologia

  1. 1896Fondata la Ferriera di Servola.
  2. 2001Il DM 468/2001 individua Trieste come sito di interesse nazionale.
  3. 2003Il DM 24 febbraio definisce il primo perimetro, a terra e a mare.
  4. 2018Il DM 2 febbraio ridefinisce il perimetro; un secondo decreto seguirà il 16 marzo 2021.
  5. 20209 aprile: spenta l'area a caldo della Ferriera, dopo 123 anni.
  6. 202218 settembre: demolite le ultime strutture dell'area a caldo.

Salute

SENTIERI, Sesto Rapporto (mortalità 2013–2017, ricoveri 2014–2018; comuni di Trieste e Muggia, 214.547 abitanti): in entrambi i generi sono in eccesso la mortalità generale e quella per malattie respiratorie e dell'apparato urinario, per tumore del colon retto e per mesotelioma della pleura; in eccesso i ricoveri per tutti i tumori e per malattie respiratorie. La qualità della codifica delle cause di morte è giudicata bassa. Per il mesotelioma, nel 2000–2011 l'incidenza era molto superiore all'attesa (maschi: 209 casi, SIR 374; femmine: 42 casi, SIR 204), dato che il rapporto collega all'area portuale e agli impianti petrolchimici.

Bonifica

  1. 2021demolizione e riqualificazione del sitoDismissione dell'area a caldo della Ferriera e avvio del piano quinquennale di bonifica e riconversione logistica (98 milioni di euro, secondo Wikipedia).

Dalla letteratura

Specie che in almeno uno studio hanno agito su uno dei contaminanti di questo sito. L'elenco è automatico e non tiene conto del suolo, delle concentrazioni o del clima del sito.

Piante

Funghi

Le altre sono nelle pagine dei contaminanti.

Nei dintorni

Fonti

  1. D.M. 18 settembre 2001, n. 468. Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale, Allegato (scheda Trieste), Ministero dell'Ambiente (testo su Edizioni Europee), 2001
  2. Siti contaminati di interesse nazionale (indicatore, dati a giugno 2024), ISPRA, 2024
  3. Riferimenti normativi per i SIN (aggiornamento 31 dicembre 2025), ISPRA, 2025
  4. SENTIERI. Sesto Rapporto. Epidemiologia & Prevenzione 47(1-2) Suppl. 1: risultati Nord-Est (Trieste), Istituto Superiore di Sanità / Epidemiologia & Prevenzione, 2023
  5. Solis-Weiss V. et al. Effects of industrial and urban pollution on the benthic macrofauna in the Bay of Muggia (industrial port of Trieste, Italy). Science of the Total Environment 328, Elsevier, 2004
  6. Notar M., Leskovšek H., Faganeli J. Composition, distribution and sources of polycyclic aromatic hydrocarbons in sediments of the Gulf of Trieste, Northern Adriatic Sea. Marine Pollution Bulletin 42, Elsevier, 2001
  7. Ferriera di Servola, Wikipedia, 2026

Bozza compilata da fonti pubbliche, non ancora rivista.